Austria, Van der Bellen vince le presidenziali

Il nuovo presidente dell’Austria è il verde Alexander Van der Bellen. Sconfitto per un pugno di voti il nazionalista Norbert Hofer, nel primo ballottaggio senza alcun esponente dei tradizionali partiti di massa – i socialdemocratici e i popolari – nella storia dell’Austria democratica.

Prima della comunicazione ufficiale del ministero dell’Interno di Vienna, a dare l’annuncio sono stati diversi media austriaci. Lo scarto fra i due candidati è minimo: Van der Bellen ha ottenuto il 50,3% delle preferenze, poco più di trentamila più dello sconfitto. Per decidere il vincitore si è dovuto aspettare lo spoglio delle schede ricevute per posta.

Hofer ha riconosciuto la sconfitta dicendosi “rammaricato”. “Mi sarebbe piaciuto prendermi cura di questo bel Paese”, si legge sul suo profilo Facebook ufficiale: “Vi resterò comunque fedele”.

La possibilità che vincesse lui aveva tenuto l’Europa con il fiato sospeso: il suo partito, la FPÖ (“Partito della libertà austriaco”), dal 1993 ha abbandonato il solco della tradizione liberale per abbracciare un nazionalismo spinto al limite della xenofobia. Hofer, considerato il più pacato dei suoi esponenti, in campagna elettorale non ha esitato a bollare i profughi come “invasori” e “tagliagole”.

Anche senza il sostegno ufficiale dei due grandi partiti usciti sconfitti dal primo turno, Van der Bellen si è riuscito a imporre grazie ai voti dei loro elettori delusi. Due settimane fa, il professore ecologista aveva ottenuto poco più della metà delle preferenze incassate da Hofer.

Secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, la sua vittoria fa “tirare un sospiro di sollievo” all’Europa e all’Italia, “perché indubbiamente l’Austria è uno dei Paesi con cui siamo più collegati, un Paese vicino ed amico”. Ma “Non dobbiamo sottovalutare che la metà degli elettori si è espressa in un altro senso”, ha aggiunto mentre lasciava la riunione odierna del Consiglio Esteri.

F.M.R.

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