Banda dell’acido: condanne più dure

«Non è giusto, non riesco a capire perché 16 anni a me e 9 anni e 4 mesi a Magnani, anche questa volta si sono accaniti su di me». Commenta così la condanna a 20 anni di reclusione, ridotta a 16 con rito abbreviato per Martina Levato, la giovane che insieme al suo complice Andrea Magnani, aveva aggredito con l’acido Stefano Savi, sfigurandolo nel novembre del 2014. Alla fine della pena a Martina spetteranno tre anni di libertà vigilata.

I due insieme all’amante della Levato, Alexander Boettcher, avevano compiuto altre due aggressioni, sempre con l’acido, rispettivamente ad Antonio Margarito e il fotografo Giuliano Carparelli. La giovane, diventata mamma nell’estate scorsa era già stata condannata, sempre a 14 anni, per aver sfigurato Pietro Barbini.

Il giudice ha stabilito un risarcimento da un milione di euro per  Soavi, a cui andranno aggiunti 100mila per tutte le singole famiglie coinvolte.

“Siamo molto soddisfatti perchè è stato dato un volto agli aggressori di mio figlio. Si tratta di un primo risultato, siamo solo al 50%”, ha affermato commosso Alberto Savi, padre del ragazzo che ha visto la sua vita tragicamente sconvolta in quel novembre di due anni fa.

 «Oggi volevo esserci, l’importante è che li condannino anche per l’aggressione nei miei confronti, non mi interessa la pena, interesserà a loro ma non a me» ha affermato Stefano, presente in Aula alla sentenza.

Stefano, ha continuato il padre «ha vissuto questi mesi serenamente, con l’obiettivo di riprendersi la sua vita e ci sta riuscendo. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. Mio figlio sta bene, ha accolto bene la sentenza di oggi che reputo equa e continua il suo percorso di riabilitazione fisica e psichica. Bisogna lasciargli tempo».

P.M.

 

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