Oggi, 21 aprile, Sua Altezza Reale, “The Queen”, spegne con grande soddisfazione le sue candeline. Nata nel 1926, Elisabetta II, che oggi compie 90 anni, se ben ricordiamo non era neanche destinata a diventare regina. Era l’11 dicembre 1936 quando suo zio, Re Edoardo VIII per amore di Wallis Simpson rinunciò alla corona. Per l’epoca si trattò di un vero colpo di scena.
Potremo definirla una regina “per casualità”, che invece è riuscita con grande orgoglio ed un pizzico di stile a segnare un epoca. Un regno il suo, lungo ben 65 anni, che l’ha catapultata di diritto in cima alla lista dei reali più longevi del mondo. E’ indiscutibilmente lei la regina che ha regnato più a lungo sul trono della Gran Bretagna, ha visto passare ben 12 Primi Ministri e 7 diversi Papi. Quella che è una vera donna dei record, Queen Elisabeth, è anche la reale con il matrimonio più lungo nell’universo delle teste coronate: lei ed il Principe Filippo festeggeranno quest’anno ben 69 anni di nozze. E’ ancora suo il primato di monete con impresso il suo volto, ovvero quelle dei 16 Stati del Commonwealth.
Elisabetta II è una donna ancor prima di essere una regina. Il suo carattere definito da molti “d’acciaio”, rivela uno spirito fortemente conservatore. Così fredda e rigida all’apparenza, tanto da essere considerata una personalità unica, vera e propria figura emblematica del nostro tempo, sembrerebbe invece celare un singolare senso dell’umorismo. Ciò che è certo è che la forza e la vigorosità del suo carattere sono state forgiate dal periodo storico in cui è cresciuta, ovvero nel pieno della Seconda Guerra Mondiale.
Che non sarebbe stata una donna qualunque lo dimostrò già all’età di 14 anni. Durante la Children’s Hour, programma della BBC, si rivolse ai bambini di tutto il Regno Unito con un commovente discorso diretto a tutti quei giovani cittadini costretti a causa della guerra ad abbandonare la propria abitazione. Due anni dopo veniva nominata Colonello della Guardia dei Granatieri da Giorgio VI e a 18 anni divenne autista di camion nel Women’s Auxiliary Territorial Service. Nel 1944 suo padre la delegò a fare le sue veci nella sua prima visita in Italia. Elisabetta che è stata la prima monarca ad essere lontana dalla patria al momento della successione al trono, il 6 febbraio 1952 – il giorno della morte del padre si trovava in Kenya – , è stata anche la prima reale a desiderare che la sua incoronazione venisse trasmessa in Eurovisione. Per questo andata anche contro il volere di Churchill, “The Queen” ha da subito dimostrato di essere una vera pioniera, nonostante il forte rispetto ed attaccamento alla tradizione.
Il primo sovrano del Regno Unito a recarsi in Australia ed il primo a mandare un’email nel 1976, tuttavia non ha sempre attraversato periodi d’oro lungo il suo cammino. Il 1992, denominato vero e proprio Annus Horribilis, con la morte di Diana raggiunse l’apice. La regina in quell’occasione e per diversi anni a seguire, dovette fronteggiare tutta una serie di accuse e chiacchiere, alle quali con lo stile che la contraddistingue non diede mai seguito ne risposta.
Una donna dal carattere deciso quindi, e che ha deciso di imporre la sua anche in ambito di stile. Immancabili gli abiti dalle tinte pastello o dai colori sgargianti, rigorosamente in taglio lineare. Impensabile immaginarla senza i suoi inseparabili capellini: delle più svariate forme e fantasie. Ovviamente il must di ogni outfit è la borsa “Launer”, rigorosamente handmade! Inoltre è una grande amante dei cani di razza corgi, ne ha avuti più di 30!
La Regina che oggi festeggerà con tutta la famiglia ma in forma privata, nel mese di giugno durante “l’Official Queen’s birthday parade” festeggerà pubblicamente e per la seconda volta il suo compleanno.
Per l’occasione dei 90 anni della Regina la Royal Mail ha voluto realizzare dei francobolli con i volti della Regina e degli eredi al trono: Carlo, William e George. Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Ranald Mackechnie nella White Drawing Room di Buckingham Palace ed hanno subito impressionato tutti per la loro bellezza.
M.M.