Caccia al killer della stazione nel Comasco. Vittima una donna, Lidia Nusdorfi, 35 anni, trafitta da due coltellate alla gola e al petto. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso tutte le sequenze del delitto e le immagini dell’uomo mentre scappa. E’ probabile che lei avesse conosciuto il suo assassino in chat.
E’ successo sabato sera nel sottopasso della stazione ferroviaria di Mozzate, Como. Nessun testimone. Una coppia di egiziani ha sentito le grida e ha bussato al vetro dell’ufficio del capostazione. Lui è accorso. Ma il killer si era già volatilizzato nel buio. L’ambulanza del 118 è arrivata in 7 minuti, ma lei era già morta.Le riprese delle telecamere hanno escluso che Lidia Nusdorfi fosse arrivata a Mozzate in treno. Il video mostra un uomo che l’attende, e le vibra due fendenti mortali, senza esitare un attimo. Poi fugge. L’assassino ha il volto coperto da un ombrello, altrimenti la sua identità a quest’ora non avrebbe misteri. Escluso che Lidia possa essere rimasta vittima di una rapina finita male, attraversando il sottopassaggio male illuminato. La conferma che non è stata una rapina è data dalla borsetta e lo smartphone trovati a terra accanto al corpo.
I carabinieri stanno analizzando il video della telecamera a caccia di indizi. E stanno passando ai raggi X la vita della donna, dalla vita sentimentale a dir poco irrequieta. Lidia Nusdorfi aveva lasciato da pochi mesi il suo ex compagno, un fornaio albanese di 29 anni, da cui aveva avuto due figli, di 5 e 11 anni, per scappare con un cugino di lui ancora più giovane. Ma si era lasciata anche con lui. Aveva un profilo molto attivo su un social network. E questo induce a un cauto ottimismo: il suo assassino potrebbe avere le ore contate. Quanto al movente, per ora buio pesto.
I carabinieri hanno sentito anche i parenti, con cui viveva da qualche mese a Mozzate. Ma nessun indizio utile da loro.