Niente più offerte di abbonamenti a prezzi ultra-mega concorrenziali che, per giunta, sopraggiungono strategicamente in ore troppo spesso inopportune – ad esempio, quando il pranzo è in cottura o la famiglia è già riunita intorno alla tavola – di giorni anche festivi. Finalmente dal 29 gennaio il Codice etico per l’autodisciplina delle attività di Call center mette fine alle telefonate a ogni ora del giorno, all’insistenza da parte dei venditori e ai contratti poco chiari.
Con questo Codice, Assocontact, l’associazione che rappresenta i call center di outsourcing in Italia e che ha messo a punto il regolamento con le associazioni di categoria, intende garantire che l’attività dei call center “quale espressione di una delle modalità di vendita di beni e servizi, venga realizzata, come servizio per il pubblico, nella tutela dei diritti dei consumatori sottolinea l’associazione”. In particolare, il Codice impegna le imprese associate a mantenere comportamenti etici volti a garantire la correttezza dell’attività commerciale e la sostenibilità economica della vendita diretta.
I suoi pilastri sono: evitare le telefonate la sera, vietarle tassativamente nei fine settimana, monitorare i casi in cui vengano segnalati contatti insistenti.
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita esponenziale del fenomeno del teleselling, con il quale vari operatori telefonici, energetici, eccetera, propongo “tariffe imperdibili” tramite contatto telefonico, ma il problema di questo tipo di approccio alla vendita è che molto spesso l’utente viene tartassato di telefonate ad ogni ora del giorno e della notte (almeno sino alle 21 sì, riposi e festivi compresi). Telefonate effettuate da operatori stranieri che si presentano con nomi italiani, evidentemente di fantasia, tutti con una gran voglia di concludere un nuovo contratto.
Una soluzione (o qualtomeno un tentativo di soluzione) per i milioni di tartassati molti dei quali qualche cedimento nervoso lo hanno mostrato con gli stessi operatori, che si limita comunque al numero fisso e non al cellulare, è quella di iscrivere il proprio numero telefonico al Registro delle opposizioni che permette ai cittadini di non ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato, anche se talvolta le aziende che si occupano di telemarketing non rispettano questa decisione.
Il Codice etico “una tappa importante in linea con quanto sta emergendo nel Paese, aggiorna le buone prassi di governo di un settore sempre sotto i riflettori della pubblica opinione”, commenta il Presidente di Assocontact, Roberto Boggio. Un settore che rappresenta comunque 80.000 posti di lavoro in circa 160 aziende di outsourcing e 2 miliardi di euro di fatturato.
Il Codice etico sarà sottoposto alla ratifica della Assemblea annuale di Assocontact che si terrà a Roma il 10 marzo prossimo.
Le nuove linee guida funzioneranno? Auguriamocelo, altrimenti l’alternativa di difesa rimane sempre quella di alzare la cornetta senza dire pronto: se parte la voce, confusa agli altri rumori di un call center, dell’operatore-stolker interrompere immediatamente la comunicazione ed evitare di rispondere nei minuti successivi: insisterà senz’altro, ma alla fine desisterà. E’ un’ braccio di ferro’ che sfinisce, ma ….chi la dura la vince!