Meraviglie della moderna tecnologia. Con una semplice stampante 3D è possibile oggi realizzare un ‘esoscheletro’ personalizzato in grado di far camminare una persona che ha perso l’uso delle gambe.
A mettere a punto il prototipo è stata l’azienda statunitense 3D Systems, che ha già testato il dispositivo su dieci ‘piloti collaudatori’.
La prima ad inaugurare il dispositivo, spiega l’azienda, è stata Amanda Boxtel, una donna paralizzata dalla vita in giù dal 1992 a causa di un brutto incidente con gli sci. Per ottenere un supporto perfetto la donna è stata ‘scannerizzata’ da una speciale Stampante tridimensionale, che ha digitalizzato il contorno della spina dorsale e ottenuto un’immagine estremamente dettagliata del corpo di Amanda. Ai vari pezzi stampati sono stati aggiunti poi meccanismi attuatori e altri dispositivi per il controllo sviluppati da un’altra azienda, la Ekso Bionics. Il risultato è stato uno scheletro esterno in grado di far camminare Amanda, anche se sempre con l’uso delle stampelle.
Il dispositivo è stato presentato a Budapest, durante un evento organizzato dalla locale Università. L’esoscheletro a 3D si può adattare a qualsiasi grado di funzionalità diminuita delle gambe. Per passare dalle prime immagini allo scanner alle prove su strada, sono bastati appena 3 mesi.
Amanda Broxtel, una bellissima donna australiana di 45 anni, nel 1992 ebbe un gravissimo incidente sulle piste nevose del Colorado. Una lesione midollare la paralizzò per sempre. Ma la donna non si arrese e tentò con ogni mezzo di riacquistare l’uso delle gambe. Già un paio d’anni fa, nel 2011, aveva testato un altro esoscheletro, una sorta di robot esterno che permette di usare gli arti inferiori. Ma il modello disegnato da una stampante 3D ha permesso risultati enormemente superiori. E con costi decisamente inferiori.
Le potenzialità delle stampanti 3D nel campo delle protesi sono molteplici. Poco tempo fa un’azienda americana ha presentato un braccio artificiale da appena 100 dollari.