Che cosa è successo la notte di Capodanno a Colonia? Dalle notizie di cronaca abbiamo saputo, con qualche giorno di ritardo, che decine di donne hanno denunciato molestie a sfondo sessuale, durante i festeggiamenti, da parte di sconosciuti. Episodi che le forze dell’ordine hanno tentato invano di minimizzare, ma che sono costate oggi le dimissioni del capo della polizia locale, Wolfgang Albers, dopo l’ondata di arresti – al momento 31, tra i quali vi sono 18 rifugiati – e un rapporto della polizia che parla di “donne sotto il fuoco di fila di una massa di uomini alcolizzati, in un modo che non si può descrivere” la notte di Capodanno. Sarebbero oltre 170 le denunce di aggressione presentate, tra cui due di stupro e diverse di palpeggiamenti di parti intime.
Il caso ha sollevato in Germania accese polemiche sull’incapacità della polizia di riuscire a proteggere le donne di Colonia, anche se sullo spiazzo antistante la stazione, dove sono avvenute le molestie, risultavano in servizio almeno 70 agenti. Dalla centrale, si è poi scoperto, è stata sottovalutata la situazione. A più richieste di inviare rinforzi è stato risposto negativamente.
Il portavoce della cancelleria ha insistito sulla necessità di indagare a fondo sui fatti e applicare la legge, rilanciando il messaggio già anticipato dal cancelliere Angela Merkel; a suo giudizio, non chiarire tutti i dettagli dell’accaduto, pregiudica lo stato di diritto, ma anche la gran parte dei richiedenti asilo che hanno chiesto accoglienza in Germania. Il portavoce ha anche confermato che è necessario riflettere sull’attuale normativa e studiare bene la possibilità di espellere dalla Germania i condannati stranieri, uno dei temi che si sono aperti nel Paese dopo gli eventi di Colonia.
Cadono dunque le prime teste dopo la bufera delle aggressioni. Sono sospettati di furti e lesioni corporali i 31 fermati dalle indagini su Capodanno a Colonia. Finora nessuno dei 18 profughi identificati è collegato a casi di molestie sessuali. Ci sono anche tre denunce per delitti sessuali rispetto alle quali non vi sono per ora dei sospettati, dice il ministero dell’Interno. Fra gli identificati dalla Bundespolizei, ha reso noto il portavoce di governo in conferenza stampa, ci sono 9 algerini, 8 marocchini, 4 siriani, 5 iraniani, un iracheno, un serbo, uno statunitense, e due tedeschi. Non sono state divulgate le nazionalità dei richiedenti asilo, per i quali è stato specificato che non sono sospettati di molestie sessuali.
I dati riferiti dal portavoce di governo riguardano soltanto i casi di competenza della polizia federale – la sicurezza è affidata alle regioni in Germania – e dunque relativi agli eventi accaduti nell’area della stazione centrale di Colonia e in un raggio di 30 metri. La Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato ieri importante “che la piena verità sia messa sul tavolo” senza “sconti ed edulcorazioni”. Diversamente si avrebbe un “danno” allo Stato di diritto e alla grande maggioranza dei profughi che non ha alcuna colpa e cerca protezione. Lo ha detto il portavoce Georg Streiter, rispondendo sulle indagini di Colonia. In precedenza, Merkel era intervenuta affermando che le molestie sessuali denunciate da tantissime donne a Colonia nella notte di San Silvestro sono “atti ripugnanti e criminali assolutamente inaccettabili per la Germania”. L’accaduto “è insopportabile per me anche sul piano personale” – e a questo punto non si esclude la via delle espulsioni rapide. “I tedeschi hanno diritto a una risposta adeguata alle gravi circostanze, con misure giuridiche e interventi sulla sicurezza”.
E mentre il dibattito infervora l’Europa, con una presa di posizione durissima della Slovacchia che annuncia di voler chiudere le frontiere ai profughi musulmani, aumentano le denunce. Altri casi sono stati segnalati ad Amburgo, a Stoccarda, a Zurigo, a Salisburgo e in Svezia a Kalmar. Un fenomeno “mai visto” prima, destinato a scatenare reazioni nei confronti degli immigrati. E, mentre la Slovacchia si è già alleata alle decisioni della Merkel di espellere coloro che verranno identificati come persone che hanno avuto parte attiva negli episodi denunciati, in Italia il governatore della Liguria e consigliere politico di FI Giovanni Toti chiede misure severe contro i responsabili e provvedimenti di espulsione dei clandestini dal territorio. “Di fronte a questi episodi è necessario applicare rigidamente le norme che abbiamo e i controlli previsti. Gli stranieri che vogliono soggiornare in Italia devono rispettare le nostre regole e i nostri valori”.
A.B.