Colle Oppio, sigilli a storica sezione destra romana. Ipotesi sequestro abusivo

“Non pagano l’affitto da un anno”, dicono dal Comune. E così, alle 5 del mattino, il giorno della festa di Ognissanti i vigili urbani di Roma Capitale hanno messo i sigilli alla storica sede della destra romana di Colle Oppio: sfratto esecutivo, senza preavviso, per gli occupanti della vecchia sede in via delle Terme di Traiano 15A , oggi base per i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.
Con i gravi e onerosi problemi che stanno affossando la Capitale (all’88mo posto, su 104, nella graduatoria ambientale urbana stilata da Legambiente per qualità aria, rifiuti, mobilità, ecc.), che dovrebbero togliere il sonno al primo inquilino del Campidoglio, e un ‘rosso’ pauroso per affitti non riscossi –  l’Intifada, tanto per citare un moroso, ha un arretrato di 1,8 milioni di euro – chi ti ‘pizzica’ la sindaca Virginia Raggi? Chi sostiene (Giorgia Meloni) di essere in regola con il pagamento del canone d’affitto, sia pur modesto, di 13,43 euro, somma pari a quelle 25 mila lire richieste dal 1950 fino agli inizi degli anni ’70 all’allora Msi di Giorgio Almirante. Cifra che si sarebbe potuta aggiornare, come aveva chiesto FdI, portandola a 215 euro sulla base del coefficiente di rivalutazione dell’ISTAT. Il Campidoglio però ne pretendeva invece 990 al mese per quella grotta che nel lontano 1946 fu il ricovero di esuli di Istria e Dalmazia “fuggiti alla furia della pulizia etnica dei partigiani comunisti jugoslavi – ricorda Giorgia Meloni – e che da allora è stata ininterrottamente un punto di  riferimento per tutti i patrioti d’Italia”.
Ma tra FdI e Campidoglio a Cinque Stelle il botta e risposta dura ormai da tre giorni: “Ecco le ricevute di pagamento, querelo la Raggi”, annuncia la Meloni mentre l’assessore al Patrimonio Castiglione conferma la morosità semplicemente perché le ricevute citate risultano in Comune ‘non registrate’, ovvero disperse “o occultate” come sostengono gli sfrattati.
Per la leader di FdI, il blitz della polizia locale alla sezione di Colle Oppio non a caso è stato effettuato qualche giorno prima della chiamata elettorale per l’elezione del mini-sindaco di Ostia, commissariata da anni, dove la candidata di Fratelli d’Italia, Monica Picca, è molto forte.
“Siccome domenica si vota a Ostia, e la pessima amministrazione della Raggi si ripercuote anche sulla campagna elettorale del decimo municipio, avendo paura di perdere perché noi di Fratelli d’Italia abbiamo una candidata molto capace, Monica Picca, un’insegnante che fa tremare i grillini, la Raggi ha pensato bene, di mettere i sigilli a questa sede, sostenendo che quella di Colle Oppio fosse uno degli esempi di affittopoli, cosa che non è” ha dichiarato Meloni ai microfoni di Radio 24. La leader di Fratelli d’Italia ha accusato poi Raggi di far politica per spacciatori, immigrati clandestini e sbandati, che sicuramente avrebbero occupato lo stabile se non fosse diventato presidio della destra.
In effetti, la presenza di militanti all’interno di un parco che anche recentemente è stato teatro di stupri compiuti o solo tentati (l’ultimo il 9 settembre scorso), che è frequentato da spacciatori, pedofili, immigrati clandestini, clochard che lo abitano h24, è una garanzia per le mamme che portano i bambini a giocare nel verde
Mentre il rione muore tra illegalità e degrado, noi mamme, che portavamo i nostri bambini al parco del Colle Oppio, siamo rimaste sconcertante dalla scelta del sindaco Raggi, madre pure lei che quindi dovrebbe avere ben presente cosa significhi l’incolumità dei propri figli. La chiusura del circolo Colle Oppio era, e speriamo tutte che possa tornare a essere, un presidio di legalità e di attenzione nei confronti dei cittadini e delle mamme. Una presenza che, aldilà delle idee politiche di ognuno, da molti anni porta vitalità e sicurezza in uno degli angoli più pericolosi del parco già teatro di molti eventi criminosi. Con la chiusura di questa sede, e senza avere notizie certe sulla destinazione futura, l’area diventerà ancora più pericolosa. Zona franca per sbandati e delinquenti che lo renderanno ancora di più fulcro per le loro attività illegali. Di certo a molte mamme verrà sottratta la possibilità di portare i loro bambini nel parco. Ci auguriamo un ripensamento”, ha dichiarato in una nota Silvia Iorio portavoce Comitato ‘Mamme del Parco’.
Ripensamento che chiedono anche tutte le forze politiche, da Sinistra italiana a Forza Italia, passando per Alleanza Popolare. All’unisono, l’atto intimidatorio di chiudere una storica sezione viene considerato un “sopruso grave”, “una prepotenza istituzionale”, un “atto contrario ai principi della democrazia”.
“L’affitto non c’entra nulla – scrive Francesco Storace sul Giornale d’Italia – Perché altrimenti si sarebbero registrate le stesse azioni contro i centri sociali abusivi disseminati in tutta la città. Ma l’amministrazione non ha occhi verso la sinistra, guarda a destra e mena all’impazzata. In tanti abbiamo varcato l’ingresso di quella sezione, nel corso di anni e decenni. Il Comune di Roma siglò una convenzione con il Msi sul finire degli anni 50 per l’utilizzo dei locali. La sede venne intitolata all’Istria e alla Dalmazia. Ma la Raggi probabilmente non sa di che si tratta. Quella convenzione è stata operativa fino al 1972, poi si andò avanti, secondo quanto ricostruisce chi ha avuto in gestione la sede in questi anni, versando un contributo minimo, simbolico. Il Comune chiese poi 990 euro mensili e i
responsabili della sezione proposero un canone mensile di 250. Trattativa interrotta per responsabilità del Campidoglio, che non rispose mai. Di qui lo sgombero, come se fosse un covo di spacciatori, una palestra di violenti, un luogo assente dalla realtà sociale. Esattamente il contrario, come nella buona politica tramandataci proprio dal Msi. Ma la Raggi e i suoi difettano di cultura politica e conoscono solo l’affronto verso l’avversario politico. Avrebbero potuto chiamare i responsabili di Fratelli d’Italia, senza fare una messinscena. E fossi in Fdi nemmeno scomoderei le elezioni di Ostia, perché in Campidoglio sono prepotenti e basta a prescindere dalle competizioni elettorali. Del resto, i grillini non sanno che cosa è una sezione. Sulla rete non si paga affitto e al posto delle persone che incontri in sede ti imbatti in account a cui riconosci la virtù inesistente della militanza politica. Non capire il valore di una realtà territoriale che fa proselitismo tra i cittadini significa essere solo ignoranti”.

ULTIMI ARTICOLI