La ‘gazebarie’ romane si sono chiuse domenica con un ipotetico successo di Guido Bertolaso, il candidato per il centrodestra imposto dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. A due settimane dal sondaggio che aveva visto Alfio Marchini prevalere con 4.534 preferenze su 15.438 schede votate, su Irene Pivetti, Francesco Storace, Giorgia Meloni e, soprattutto, lo stesso Bertolaso (2.203 voti), il 96,7% dei circa 48 mila romani (la stima sarebbe esagerata perché se fosse vera avrebbe votato un romano ogni 54 secondi) che tra sabato e domenica all’ora di pranzo si è recato volontariamente ai gazebo in alcune piazze della città si è detto favorevole all’ex capo della Protezione Civile.
Berlusconi lo ha corteggiato per mesi, per sua ammissione, ma Bertolaso sembrava più attratto dall’idea di dedicarsi da medico alla costruzioni di ospedali per l’Africa. Poi, il ripensamento e l’annuncio della discesa in campo “per il bene della Capitale”, determinato dalla necessità per Roma di una amministrazione efficiente. Tanto determinato da voler abbreviare i tempi delle consultazioni ed auspicare di andare a votare a fine aprile: “Roma non si può più permettere di aspettare. La situazione è veramente critica”, ha ammesso.
Ma il risultato favorevole a Bertolaso avrà anche accontentato lo sponsor Berlusconi, ma nel centrodestra ha alimentato la tensione tra gli alleati. Scontento Matteo Salvini, che continua ad appoggiare la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ancora disponibile a mettersi in gioco per amministrare la città, magari in tandem con Bertolaso: lei sindaco l’ex capo della Protezione Civile vice o city manager. “Improponibile”, risponde Bertolaso: “Il city manager è il direttore generale del Comune, che è un esecutivo di quelle che sono le indicazioni politiche e operative che gli dà il sindaco e la giunta. Quindi siamo su due piani completamente diversi. Io ci metto la faccia, non faccio operazioni per conto di altri”.
Meloni a Cav e Salvini, vediamoci, io disponibile – “Chiedo un incontro risolutivo a Berlusconi e Salvini nella giornata di domani. Metto a disposizione anche la mia candidatura come gesto di amore e responsabilità. Mi aspetto amore e responsabilità anche dagli altri”. Lo scrive la leader di Fdi Giorgia Meloni che aggiunge: “Guido Bertolaso può essere un buon candidato e un buon sindaco se riesce a unire le forze di centrodestra. Se riesce a farlo e a vincere le perplessità che ancora diverse persone hanno, Fdi sarà con lui come lealmente ha fatto dall’inizio”.
Tra l’ironico e il sarcastico Guido Bertolaso che forte del plebiscito delle Gazebarie ha ringraziato il leader della Lega “che con il suo agire che va contro l’interesse della Capitale ha stimolato una reazione positiva di molti romani”. “Possiamo anche andare avanti senza Matteo Salvini”, ha dichiarato intervistato da Rai News 24 dopo la conferenza stampa sui risultati del referendum.
C’è anche una botta e risposta Bertolaso-Meloni: sulla candidatura di Giorgia, ieri sera a Fuori Onda, su La7, l’ex capo della Protezione Civile ha dichiarato: “La Meloni deve fare la mamma, mi pare sia la cosa più bella che possa capitare ad una donna. Deve gestire questa pagina della sua vita. Non vedo perché qualcuno dovrebbe costringerla a fare una campagna elettorale feroce e, mentre allatta, ad occuparsi di buche, sporcizia…”.
Pronta la replica della Meloni che non vuole polemizzare. “Dico solamente con garbo e orgoglio a Guido Bertolaso che sarò mamma comunque e spero di essere un’ottima mamma, come lo sono tutte quelle donne che tra mille difficoltà e spesso in condizioni molto più difficili della mia riescono a conciliare impegni professionali e maternità. Lo dico soprattutto per rispetto loro”.
Tra i due contendenti si insinua infine un altro aspirante alla poltrona di sindaco di Roma Capitale: «Bertolaso altri due attacchi alla mamma Meloni e la voto! Paesi con natalità più alta? dove c’è maggior occupazione femminile!». Lo scrive su twitter il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini rivolgendosi a Guido Bertolaso e prendendo le difese della leader di Fdi.
Il centrodestra, nell’approssimarsi delle elezioni per il successore del fallimentare Ignazio Marino, sta dando prova di essere ancora più diviso della sinistra che tra brogli e sbrogli si è infine trovata d’accordo su Roberto Giachetti. E, allora, una considerazione: è possibile che sia tutta una messinscena architettata da chi le elezioni le vuole perdere a tutti i costi, visto che – e su questo siamo tutti d’accordo – amministrare una città grande come Roma, nelle pessime condizioni di degrado in cui è stata ridotta, con un buco di bilancio aumentato di quasi due miliardi nell’ultima consiliatura, con gli scandali pregressi (Mafia Capitale) e con quelli più recenti (il patrimonio comunale svenduto a zero euro) sia così poco conveniente da preferire consegnare la Capitale nelle mani del Movimento 5 Stelle? Se poi, guardando un po’ oltre verso le politiche del 2018, si immagina che il Movimento di Grillo e Casaleggio, bruciato nella gestione impossibile già in partenza di un città come Roma, possa rischiare una sonora sconfitta, allora forse il gioco di lasciargli amministrare la Capitale può valere la candela.
A.B.