Contro i corrotti, anche le denunce anonime

In tema di corruzione e malaffare ed in presenza di un fenomeno che non sembra conoscere tregua il governo corre ai ripari e vara le nuove regole per le società pubbliche. Per queste ultime, saranno valide le norme che regolano già la pubblica amministrazione.

A quanto si evince dalla direttiva infatti, la volontà è quella di «estendere le misure di prevenzione della corruzione a soggetti che, indipendentemente dalla natura giuridica, sono controllati dalle amministrazioni pubbliche, gestiscono denaro pubblico, svolgono funzioni pubbliche o attività d’interesse pubblico”.

Le nuove norme, anticipate oggi da Repubblica, sono classificabili in 10 punti, tra i quali più importanti sono quelli relativi alla rotazione degli incarichi, resa obbligatoria, e quelli che regolano le assunzioni.

Tra le novità della direttiva infatti, quella che impone “nessun incarico a chi ha condanne per reati contro la pubblica amministrazione o è componente di un organo politico nazionale”; nessun incarico anche per i dipendenti pubblici che “negli ultimi tre anni abbiano esercitato poteri autoritari o negoziali per pubbliche amministrazioni”.

In termini di prevenzione, tutte le società pubbliche dovranno nominare un responsabile anti-corruzione e presentare un piano aziendale teso a ridurre i rischi di possibili scorretezze.

Ogni azienda sarà poi chiamata ad agire in piena trasparenza, pubblicando sul proprio sito il nome del responsabile e nei limiti del possibile, tutti i dati che riguardano la società.

Le nuove regole coinvolgono tutte le componenti che operano nell’azienda, compresi i singoli impiegati. Tutti i dipendenti infatti, dovranno seguire un rigido codice di comportamento che, se non rispettato, potrà portare a delle sanzioni disciplinari.

In questo senso, ogni lavoratore sarà incentivato non solo a rispettare il codice, ma anche a segnalare sospette “anomalie”nella gestione della società, conservando ovviamente il pieno anonimato.

Infine, ogni azienda sarà chiamata a presentare, nel proprio campo di competenza, una “mappa” delle aree a maggior rischio di corruzione.

La direttiva, a breve pubblicata dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), porta la firma del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, e sarà presentata domani da Roberto Garofoli, capo di gabinetto del Ministero Economia e Finanza, e dal presidente della commissione anti-corruzione Raffaele Cantone, che collaborò alla stesura della legge Severino del 2012, fondamento giuridico di questa operazione.

Tutte le norme sopracitate si applicheranno subito alle società non quotate, controllate direttamente dal Mef e, in un secondo momento, anche a quelle non quotate.

L’intenzione, spiega Garofoli, non è quella di imporre un «surplus di regole burocratiche» ma di indurre le società pubbliche a «dotarsi di meccanismi di trasparenza, per prevenire rischi di opacità comportamentale e conseguente corruzione».

Priscilla Muro

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