Cosa aspetta Renzi a cacciare Vegas?

Sulla questione delle banche e delle truffe, perpetrate ai danni di risparmiatori e cittadini, Renzi e la sua compagine di ministri sono sempre più nel pallone. Incapace di dare risposte serie a centinaia di migliaia di persone cui sono stati sottratti in maniera fraudolenta i propri risparmi, sulla questione delle quattro banche fallite il governo continua ad accumulare figuracce. Dapprima la sottovalutazione del fenomeno. Poi il coinvolgimento del padre della ministra per le riforme Maria Elena Boschi. Poi i decreti lacunosi e parziali che hanno soddisfatto solo in parte le legittime richieste degli interessati. Da ultima la difesa omertosa e vergognosa dei personaggi che dovevano vigilare sulle vicende Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Carichieti.

Ed ecco che quando i riflettori sono calati sull’organo di vigilanza per eccellenza, la Consob ed il suo massimo rappresentante Giuseppe Vegas, su quest’ultimo molti hanno pensato bene di fare quadrato per difenderlo da accuse precise e circostanziate che in un paese serio avrebbero dovuto consentire al governo di cacciare a pedate nel sedere un personaggio indifendibile come il responsabile di Consob. Il numero uno dell’istituzione che avrebbe dovuto vigilare, insieme a Banca d’Italia (altra grande accusata), sui soldi sottratti a duecentomila rispamiatori, non ha fatto quello che la legge gli imponeva di fare. Ha difeso le banche in questione coprendo le loro malefatte e dicendo cose false, a cominciare dalle note informative che gli istituti di credito avrebbero dovuto fornire agli interessati in possesso soprattutto di titoli obbligazionari a rischio più o meno alto emesso dalle stesse banche in crisi e già da tempo nel mirino di Bankitalia.

E mentre continuano le polemiche oggi a difendere Vegas è arrivato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, decisamente in rotta di collisione con il collega dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Quest’ultimo, all’assemblea dei giovani industriali, aveva  accusato il presidente di Consob di clamorosi errori e omertosa incapacità e acquiescenza nei confronti del mondo bancario. Ora a scendere in campo in difesa del numero uno di Consob, con un forte richiamo” al senso di responsabilità tra le istituzioni”, è il ministro dell’Interno che con un punto di vista ed un “invito” decisamente bizzarri cala le sue carte. Di copertura appunto. Una scelta comunque che rischia di creare qualche problema al presidente del Consiglio Matteo Renzi.”Il Governo non deve e non può attaccare le Autorità di Garanzia”, ha tuonato il ministro Alfano che ha sottolineato come  “in ballo non c’è la persona del presidente Vegas, peraltro stimato per la sua serietà e competenza, ma una corretta relazione tra le istituzioni”. Soprassedere sulle considerazioni professionali e politiche di Vegas fatte dal ministro dell’Interno è d’obbligo. Restano solo le considerazioni politiche. Ma una domanda a questo punto si impone: perché Vegas così apertamente in malafede dovrebbe restare al suo posto? Cosa pensa Renzi del presidente di una Consob colabrodo sbugiardato apertamente da tutti ora anche dal ministro dello sviluppo economico Calenda?

“C’è una grande questione di opportunità” dice Alfano che alza il tiro per tenere lontano da Vegas lo spettro delle dimissioni. “Gli osservatori tecnici e politici della riforma costituzionale, rilevano l’assenza o la debolezza di un sistema di organi di bilanciamento o di garanzia rispetto al rafforzato ruolo dell’Esecutivo e del partito vincitore che riceverà un premio dalla legge elettorale. Tutto ciò al punto che l’anno rimanente dopo il referendum e prima del voto dovrà essere impiegato per realizzare, con legge ordinaria, quanto è carente in termini di sistemi di garanzia e completare, così, la riforma. Di fronte a queste obiezioni, cominciare (già da adesso) ad attaccare le autorità indipendenti di garanzia, può rappresentare un pessimo presagio sul futuro e un ottimo argomento per i sostenitori del no alla riforma…”. Straordinaria preveggenza quella di Alfano che per dirla in gergo caciaresco la butta  in politica dimenticando che nel caso di Vegas e delle quattro banche saltate in aria il problema, l’unico problema, è stata la mancata vigilanza e l’incapacità del presidente di Consob a gestire al meglio la questione tutelando gli interessi dei risparmiatori.

A questo punto c’è da chiedersi cosa aspetta Renzi a cacciare Vegas dando un segnale preciso a cittadini e risparmiatori. Questo sarebbe il segnale giusto nei confronti degli elettori che ad ottobre, magari, vorrebbero fare i conti con qualcosa di concreto che vada nella direzione di un cambiamento, tanto esaltato da Renzi, delle regole di un gioco sporco che da troppo tempo vede intrecciarsi gli interessi della politica con quelli delle banche e dei gruppi di pressione nazionali ed internazionali.

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