Pur non essendogli dovute in quanto “per una legge nazionale – dice – i sindaci hanno libero accesso nelle zone a traffico limitato”, pur essendo state cancellate – aggiunge -, ebbene alla fine della vicenda, ma soprattutto per tentare di arginare le contestazioni che da più parti sono state sollevate al suo indirizzo, Ignazio Marino ha pagato le famigerate multe.
Tra fischi ma anche applausi e un pubblico che al suo ingresso lo ha accolto al grido di “Dimissioni, dimissioni”, il sindaco di Roma questo pomeriggio in Aula Giulio Cesare ha fatto la sua deposizione:
“Le ho pagate, chiedo scusa ai romani”
ha detto davanti al Consiglio riunito. Ma le reazioni non si sono fatte attendere.
Da una parte cori e slogan guidati dalla coordinatrice Ncd, Roberta Angelilli, al grido di “Marino dimettiti” e cartelli “Vergogna” e “Roma senza guida”. Dall’altra la fazione pro sindaco con decine di sostenitori, bandiera “Daje sindaco” sventolata al grido “Vai avanti”.
Ed ecco cosa ha dichiarato Ignazio Marino alla folta platea:
“Ho detto agli uffici, che pur mi comunicavano che non ero tenuto a farlo, che volevo pagare le multe. Mi sono state indicate le somme e ho pagato. Non alla cassa dell’ufficio contravvenzioni, che non poteva ricevere il pagamento, visto che le multe erano annullate, ma all’ufficio postale con semplici bollettini che ho compilato per un totale di 1.021,52 euro, che almeno ritroveremo nelle casse del Comune in vista dell’assestamento di bilancio”. “Spero – ha aggiunto – che questo serva a spegnere l’attenzione morbosa che ha accompagnato questa vicenda e spero che si smetta di chiedere le mie dimissioni: sarebbe l’unico caso al mondo in cui si chiede di dimettersi a un sindaco che ha pagato multe che non doveva pagare. In questa settimana di morbosa attenzione la mia auto e’ stata anche fotografata in divieto di sosta. Anche di questo mi assumo la responsabilita’ e chiedo scusa a romane e romani”. “Ho sentito e letto ipotesi e parole del tutto ingiustificate, di mie dimissioni e vi dico la verita’ ho sorriso. Chi parla, pensa o scrive di mie dimissioni davvero non vuole comprendere la dimensione della nostra sfida – ha poi attaccato – Ho detto che ci sono tanti poteri e tanti interessi che non gradiscono il lavoro che stiamo facendo. E lo confermo. Chi vede finire i monopoli, rendite di posizione, abusivismi, corruzione, mancato rispetto delle regole, chi in quel sistema che stiamo contrastando trovava la ragione della propria forza e’ normale che non gradisca il nostro lavoro e ci osteggi duramente”.
Prima dell’aula, Marino aveva incontrato i consiglieri Pd.
“Il clima è stato positivo – ha detto l’ex capogruppo Francesco D’Ausilio – Abbiamo parlato solo della vicenda multe e della decisione dell’aula di oggi e siamo soddisfatti delle spiegazioni del sindaco a partire dal parere dell’avvocatura che ha ricostruito quello che è accaduto, il buco dei due mesi, il mancato rinnovo da parte degli uffici del permesso e il pagamento la scorsa settimana da parte del sindaco volontariamente delle multe e questo è un fatto importante e giusto. Quindi non c’è nessuna zona d’ombra rispetto ai passaggi che il sindaco chiarirà oggi. Ci ha fornito le spiegazioni che attendevamo. Questa vicenda si chiude in totale trasparenza rigettando qualsiasi congettura da parte dell’opposizione”.
Il Multagate quasi sicuramente avrà un seguito. Al sindaco si rimproverano tante cose e molti cercano di guardare al di là delle elusioni e delle fughe in avanti di un primo cittadino al quale i romani chiedono di più, molto di più. Nella sua autodifesa Marino parla di monopoli, rendite di posizione, absivismi, corruzione, mancato rispetto delle regole. In buona sostanza, di un sistema che starebbe contrastando e che un controsistema alimentato dai poteri forti starebbe ostacolando, Nulla di più insensato e ridicolo. La verità è che i romani rimproverano al sindaco di aver concentrato tutti i suoi sforzi su tre temi, strategici per lui da non per la cittadinanza: pedonalizzazione del centro storico; registrazione delle coppie gay, in dispregio di una legge dello stato che lui dovrebbe essere il primo a rispettare e politica del “laisser faire” su quell’autentica bomba sociale rappresentata dalla mancata gestione del problema degli immigrati, dei rom e degli occupanti abusivi di case. Per non parlare poi della sicurezza e della criminalità.