Euro, dopo l’estate arriva la nuova banconota da 10

La Bce e le banche centrali nazionali metteranno in circolazione il nuovo taglio dopo l'estate. Fervono i preparativi per bancomat e macchinette.
La Bce e le banche centrali nazionali metteranno in circolazione il nuovo taglio dopo l’estate. Fervono i preparativi per bancomat e macchinette.

La vedremo in circolazione solo dopo l’estate 2014 la nuova banconota da dieci euro presentata oggi a Francoforte sul Meno che sostituisce la prima serie del 2002. 

 

 

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Ma già da tempo la Bce e le banche centrali nazionali sono in contatto con gli addetti ai lavori, le fabbriche e gli utilizzatori di bancomat, casse e altri apparecchi che contano, accettano o testano i soldi, per predisporre senza traumi il cambio di banconota.

Inoltre, in tutti i Paesi dell’Ue si dovrebbero tenere seminari, incontri di informazione e iniziative promozionali sulla circolazione del nuovo biglietto, che sarà di un vistoso colore rosa. E a partire da giugno, tre milioni di opuscoli saranno distribuiti in  saran

New-€10-frontIl taglio da “Dieci” è il secondo a subire il restyling, dopo quello da cinque, tra le banconote varate con l’avvento della moneta unica europea, nel 2002. Per questo motivo, ora i tagli in circolazione saranno nove, fino al definitivo ritiro di tutte le vecchie Cinque e Dieci euro. I cambi di banconota sono una pratica comune, necessaria per ostacolare la produzione di falsi.

Ma anche il Dieci, come tutte le altre banconote, racchiude in se un gran numero di sofisticati espedienti tecnici che aiutano a riconoscere i soldi veri pressoché ad occhio. Per averne un’idea precisa, è disponibile il sito dedicato proprio alle nuove banconote della Bce.

Inoltre, è disponibile on line anche un elenco ufficiale delle apparecchiature già predisposte per il nuovo taglio e per la banconota da €5 della seconda serie.

Resta da capire, invece, se la nuova banconota possa risollevare la fiducia nella moneta unica, fortemente compromessa in Italia e in altri Paesi dell’Unione perché vista come una possibile causa non secondaria della crisi economica.

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