Furbetti del cartellino anche a Pachino

La lotta ai ‘furbetti del cartellino’ è solo all’inizio. Mentre nell’ambito dell’inchiesta ‘Stakanov’ sono arrivati i licenziamenti per alcuni dei dipendenti del comune di Sanremo coinvolti, nella scandalo delle timbrature false, tra i quali tutti hanno potuto ammirare attraverso le immagini trasmesse dai media il lavoratore indefesso al contrario che pur di mancare il tempo per farsi pagare anche i festivi scendeva in mutande senza darsi pena di infilare un jeans e una maglietta (ma c’è anche una versione ai limiti dell’accettabile nella quale il tapino, senza lavoro a 53 anni, si batte il petto raccontando di averlo fatto (solo sette volte!) nei giorni in cui era di ritorno da missioni extra territorio, bagnato di pioggia, non voleva portare acqua nella sua casa che è nello stesso stabile del timbro), oggi le news arrivano dal comune di Pachino.

Sono sette i dipendenti comunali che sono stati denunciati per truffa nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza di Siracusa. Tra questi, anche un dirigente e sei impiegati degli Uffici Agricoltura, Sportello unico attività produttive e Commercio.

Le indagini della Tenenza di Noto, coordinate dal procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano e dal sostituto Caterina Aloisi, sono durate 20 giorni e si sono avvalse di telecamere nascoste. Oltre 439 ore di videoriprese, secondo l’accusa, hanno fatto emergere che sette dipendenti su 12 si assentavano arbitrariamente dal posto di lavoro. In totale oltre 100 ore di assenza che arrivano fino a 60 ore di presenza falsamente attestate, con assenze fino all’82%. Alcuni tornavano a casa, altri uscivano per fare shopping e passeggiate. Ma c’era anche chi andava a fare commissioni personali, perfino fuori provincia, o andava a caccia.

Come si dice, tutto il mondo è paese e nell’ambito delle furberie l’Italia riesce ad annullare qualsiasi divergenza linguistica, territoriale, culturale.

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