I “Gas”e gli alimenti Bio non conoscono crisi

Non c'é crisi nel settore bio-alimentare: aumentano di mese in mese i nuovi Gas, gruppi di acquisto solidale di alimentazione biologica e a chilometri zero.

Non c’é crisi nel settore bio-alimentare: aumentano di mese in mese i nuovi Gas, gruppi di acquisto solidale di alimentazione biologica e a chilometri zero.bio_Compriamo insieme cibo sano e risparmiamo. Questa é la politica di base dei gruppi di acquisto solidale che ormai aumentano in Italia a macchia d’olio. La voglia di tornare alle tradizioni in tavola con cibi sani, biologici, naturali, a chilometri zero e che quindi non danneggino l’ambiente, é la caratteristica comune di chi si iscrive a queste associazioni senza scopo di lucro. Meglio se poi, aumentando i contatti ed acquistando insieme ad altra gente lo stesso alimento, si riesce anche a risparmiare e ad avere la spesa direttamente sotto il portone di casa.

Il potere d’acquisto collettivo é un approccio cooperativo che fa leva sulla dimensione di un determinato gruppo di acquirenti per offrire al cliente condizioni molto vantaggiose per l’acquisto di prodotti. Diverse aziende hanno usato quest’idea come modello di business, ad esempio offrendo determinati prodotti a prezzi scontati a tutti i clienti paganti una quota di iscrizione.

I cibi per lo più venduti e quindi successivamente acquistati dai Gas, sono cibi provenienti da agricoltura biologica. Quell’agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del terreno favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera e limita o esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (Ogm).

Scegliendo prodotti freschi e sani si risparmia in salute e si vive meglio. Le famiglie italiane partono probabilmente da questa politica nella scelta degli alimenti da inserire nel carrello della spesa. E così le vendite dei prodotti biologici nel 2013 risultano in aumento, secondo quanto confermato da dati del più recente rapporto Ismea-Sinab (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare):

Nel primo quadrimestre del 2013 la spesa bio ha fatto registrare un espansione del +8,8 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2012. In particolare, sono cresciuti del 12 per cento gli acquisti dei prodotti biologici confezionati. Sono soprattutto gli italiani che vivono nelle regioni settentrionali a scegliere i prodotti bio. Le regioni del Nord Italia rappresentano infatti da sole il 73 per cento della spesa biologica degli italiani, ma i dati, rispetto allo scorso anno, appaiono in crescita anche in tutte le altre aree della penisola, ad eccezione di una leggera flessione per le regioni centrali.

Sono infatti ben 49.709 le realtà che offrono prodotti biologici certificati sul territorio e sono oltre 5.000 le aziende che si occupano della preparazione e della vendita al dettaglio dei prodotti bio, a cui si aggiungono oltre 3.000 realtà che effettuano sia produzione che preparazione.

Come possiamo trovare sul comunicato del Consorzio di controllo e certificazione del biologico CCPB, le possibilità di scegliere il biologico in Italia sono diverse e non mancano. La crescita del cibo sano e naturale prosegue, nonostante le difficoltà economiche e politiche che il settore deve affrontare.

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