Il 2016? Interroghiamo stelle, pianeti e carte

Anno nuovo, vita di sempre. A meno che nei propositi di chi si augura che le cose vadano meglio, a partire proprio dal primo gennaio, sia contemplata la possibilità di adottare qualche misura correttiva rispetto alle esperienze passate.

Ma poiché la speranza è sempre l’ultima dea, ogni nuovo anno ci ritroviamo a ipotizzare, pronosticare, sognare situazioni e cose spesso fuori della nostra portata. E per conoscere anzitempo quali e quante possibilità vi siano di vedere realizzate le recondite aspettative, ci affidiamo alle chiacchiere di Branko, o di qualche altro astrologo accreditato, ricorriamo all’arte divinatoria di cartomanti che mettono giù tarocchi che indicano quale strada seguire per gli affari di cuore oppure per quelli di borsa, chiediamo ad esperte lettrici (chissà perché, sono sempre donne) di fondi di caffé, quale sia il destino disegnato all’interno della tazzina.

La verità è un’altra: abbiamo disperso i valori che devono costituire la base della nostra esistenza individuale e collettiva. E’ il momento questo del relativismo più becero e assoluto, che confina l’uomo nella propria solitudine in un mondo ormai globalizzato. Ecco il motivo reale del fiorire della “grande industria” legata all’occulto e in generale alle pratiche divinatorie che svelano l’avvenire. Presunti indovini crescono e fanno fortuna puntando sulle emozioni e le speranze della gente, soprattutto di questi tempi.

Lo spiega bene don Aldo Bonaiuto, della Comunità Papa Giovanni XXIII, da sempre in lotta contro le sette e le frodi legate all’occulto: quel che manca oggigiorno è “il senso valoriale delle cose, a partire dal senso della vita. In questo vuoto, in questa confusione c’è un mondo di truffatori, di ciarlatani e di stregoni che si approfittano di una società diventata molto fragile”, dice all’Adnkronos l’ecclesiastico demonologo ed esorcista.

“Sempre più persone si rivolgono al mago di turno, chiedono alle stelle risposte su salute, amore, lavoro lasciandosi condizionare la vita”. Don Buonaiuto, che è anche direttore responsabile del quotidiano internazionale online ‘In Terris’, ricorda che dietro tutto questo “c’è una grande industria” che cresce sfruttando la superstizione, peggio ancora facendo leva sulla “buona fede della gente” per scopi che nulla hanno a che fare con il bene del prossimo. Anzi”. La domanda è alta e i truffatori si moltiplicano “orientando la vita delle persone che chiedono risposte su questioni anche molto delicate. Come le cure per chi è malato”.

Quanto alle cause del fenomeno, “se da un lato l’uomo di oggi tende alla ricerca del sacro, del soprannaturale, dell’infinito, dall’altra vive una grande solitudine. Riflettiamo: una contraddizione in mondo in cui tutto sembra vicino e raggiungibile con un click”, afferma don Aldo. “Spesso si contatta una cartomante solo per assecondare il bisogno di essere ascoltati, di parlare con qualcuno”, aggiunge l’esorcista. Ecco allora che questa solitudine si trasforma in ‘trappola’ per chi è a caccia di risposte facili. “Un business per i guru delle sette e della magia”.

Tutte queste forme di divinazione “sono respinte dalla Chiesa”, ricorda don Aldo, facendo riferimento anche alle parole di papa Francesco che anche ieri, durante l’omelia della Messa celebrata con la Gendarmeria Vaticana, ha parlato delle insidie tipiche con le quali il demonio tenta l’uomo e contro le quali sono l’umiltà può essere utilizzata come arma di difesa. “Non c’è giorno in cui il Santo Padre non ci ricordi di non cadere nelle trappole dei falsi profeti di quel mondo falso che appartiene al demonio. Che assoggetta le persone per degli scopi che nulla hanno a che fare con il sacro”, dice ancora, sottolineando quanto sia importante l’opera dei sacerdoti “nel loro rapporto con il gregge” anche in questo genere di cose.

“Questa società ha bisogno di essere guidata e sostenuta. Ha bisogno, in sostanza, di pastori veri e non di mercenari”, conclude.

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