Il governo Letta chiede la fiducia per il dl emergenze e la ottiene con 383 sì e 154 no.
Dopo tre mesi di vita l’attuale esecutivo ricorre allo strumento della fiducia, di cui ha fatto ampio abuso il precedente governo di “tecnici”, e già vede un calo di consensi interno rispetto al momento del suo insediamento: i voti persi sono infatti 70, in parte causati dalle assenze dei deputati di maggioranza.
In occasione dell’insediamento dell’esecutivo infatti i sì alla fiducia furono 453 su 623 deputati presenti, di cui 606 votanti; oggi invece i voti favorevoli alla fiducia posta sul decreto emergenze sono stati 383 su 537 presenti. Una differenza di 86 parlamentari.
Dopo il voto di fiducia, è iniziata la discussione degli ordini del giorno presentati al decreto legge emergenze. Gli odg presentati sono 60. E dopo la discussione il decreto emergenze è stato convertito in legge.
U.C-
Tuttavia non si placa la furia dei 5 Stelle e di Beppe Grillo proprio per il ricorso alla fiducia dell0’esecutivo e per le anomalie del decreto: “Se si pensa che la Camera dei Deputati debba diventare un ente notificatore di Decreti ‘omnibu’, dovranno prendersi le loro responsabilità. Quali? Enrico Letta: ‘Non userò la leva della fiducia per far passare i provvedimenti’. È bastato un mese”. Così scrive sul suo blog l’ex comico che imputa al premier la mancanza di coerenza, il non aver accolto gli emendamenti proposti dal suo movimento e una troppa sudditanza nei confronti di Silvio Berlusconi.
A tal proposito A margine dei lavori, il premier Enrico Letta ha risposto a una domanda sulla sentenza della Consulta e sul Cavaliere: “Immagino sia rimasto deluso, ma le sue parole pubbliche sono state senz’altro corrette e collaborative”.