L’India detiene il record negativo degli stupri. Si calcola ce ne sia uno ogni 20 minuti, spesso anche di gruppo. Ormai la chiamano la ‘cultura dello stupro’, difficile da accettare sapendo che l’India è intrisa di misticismo, che esalta le virtù della femminilità, che descrive la natura e il mondo come «madre terra» o ancora «madre India», che ha eletto un primo ministro donna, Indira Gandhi, già nel 1966, e vanta molte figure femminili di spicco: ministre, filosofe, studiose, star dello sport e scrittrici. Difficile pensare a questa India crudele, violenta e irrispettosa, fatta di stupratori ed assassini. Ma tant’è.
Per garantire una maggiore sicurezza alle donne in India tutti i telefoni cellulari dovranno avere uno speciale ‘tasto per le emergenze’ (‘panic button’) a partire da gennaio del prossimo anno. Lo ha deciso il ministero delle Telecomunicazioni di New Delhi con una circolare secondo quanto riportano oggi i media locali.
Il servizio permetterà alle forze dell’ordine di soccorrere più velocemente le vittime di stupri o aggressioni. Oltre al ‘panic button’ gli smartphone dovranno essere dotati di Global Positioning System (Gps). Secondo la circolare pubblicata il 22 aprile, l’obbligo entrerà in vigore per tutti i cellulari venduti in India dal primo gennaio 2017, mentre dal 2018 dovranno anche avere il Gps.
Commentando la decisione, il ministro delle Telecomunicazioni Ravi Shankar Prasad ha detto che “la tecnologia deve essere usata per migliorare la qualità della vita e quindi anche per la sicurezza delle donne”.
Mentre per i telefonini il tasto 5 e 9 saranno usati a questo scopo, gli smartphone dovranno avere un ‘tasto’ o un sistema per inviare rapidamente un ‘sos’ per esempio premendo tre volte di seguito il tasto di accensione-spegnimento.