ISIS, Pinotti: pronti a concedere basi a USA

L’Italia è “pronta” a concedere agli USA l’uso delle nostre basi aeree – specialmente Sigonella, in Sicilia – per i bombardamenti contro l’ISIS in Libia. Lo ha confermato ieri la responsabile della Difesa, Roberta Pinotti, nel question time alla Camera dei Deputati. Nei giorni scorsi si era già detto disponibile il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

“Il Governo è pronto a valutare positivamente un’eventuale richiesta di uso delle basi e dello spazio aereo”, afferma la Pinotti, “se fosse funzionale a una più rapida ed efficace conclusione dell’operazione in corso”.

Nelle parole del ministro, l’Italia è “convintamente parte della lotta anti-ISIS” e “con altrettanta determinazione” sostiene la necessità che i responsabili delle operazioni siano la popolazione e il governo della Libia. Non si sarebbe considerato alcun intervento, quindi, se non fosse arrivata una “specifica richiesta” del premier libico Fayez al-Sarraj.

“Tutte le Nazioni non devono lasciare che i giovani libici combattano da soli questo nemico e al posto loro”, aveva detto Sarraj giorni fa, quando ha affermato in via ufficiale l’adesione della Libia alla coalizione internazionale contro l’ISIS.

“Il Governo – prosegue la Pinotti – mantiene aperta una linea di dialogo diretta e assidua sia con la controparte libica sia con gli alleati americani, per verificare lo sviluppo dell’operazione e le eventuali esigenze di supporto indiretto”. Ed è proprio per questa ragione che “il Governo è pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell’operazione”.

La nuova campagna di bombardamenti USA, secondo la Pinotti, rispetta la Risoluzione 2259/2015 dell’ONU e risponde a “una specifica richiesta di supporto formulata dal legittimo Governo Libico”, che ha chiesto aiuto per combattere i jihadisti nella zona di Sirte.

A complicare l’operazione dei libici – battezzata al-Bunyan al-Marsoos, “Struttura solida” – sono vari fattori. Per cominciare, non tutte le milizie in campo riconoscono l’autorità del governo di Accordo Nazionale libico, guidato da Sarraj. E nella battaglia casa per casa, tra le vie di Sirte, è difficile identificare i jihadisti, distinguerli dai civili e colpirli senza provocare devastazioni. La scorsa settimana il portavoce dell’operazione, il generale Mohammed al-Ghasri, ha riferito di 350 morti e duemila feriti fra i suoi miliziani.

A Montecitorio, le critiche più vivaci al discorso della Pinotti sono arrivate dal M5S. “Non dobbiamo farci percepire come nemici in Libia, perciò sarebbe un errore enorme concedere le basi per i bombardamenti”, sostiene Alessandro Di Battista. Gli fa eco il collega Manlio Di Stefano, che vorrebbe “collaborare con i Paesi che il terrorismo lo hanno già sconfitto, come la Russia e i Paesi del nord Africa”.

F.M.R.

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