La marcia di deputati e senatori Pdl sul Tribunale di Milano

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano avrebbe chiesto ai parlamentari del Pdl riuniti a Milano se sono d'accordo nel dire domani al Capo dello Stato, in occasione dell'incontro richiesto, l'ipotesi di non partecipare alle prime sedute del Parlamento.

Nonostante il Cavaliere avesse chiesto ieri, in maniera esplicita, agli esponenti del suo partito di “soprassedere” rispetto all’iniziativa di manifestare in segno di solidarietà  davanti al Tribunale di Milano, questa mattina dall’ assemblea dei parlamentari del Pdl riuniti alla Camera di Commercio di Milano è scaturita la decisione di ritornare al progetto iniziale. E così, indignati per la nuova visita fiscale disposta dai giudici del processo Ruby che hanno respinto la richiesta di impedimento per  Berlusconi, ricoverato al San Raffaele da venerdì,  presentata oggi dai suoi legali, hanno deciso di andare a manifestare ugualmente. ”Per una volta – ha detto Silvana Gelimini- disobbediamo al presidente”.

Oggi sono tre le figure professionali che devono valutare le effettive condizioni di salute del Cavaliere: all’oculista e al medico legale si è aggiunto anche il cardiologo, in considerazione del fatto che il medico di fiducia del presidente aveva parlato di un quadro clinico complicato da problemi di ipertensione.

Insomma, la protesta non si è fermata perché ”l’ignobile persecuzione della magistratura nei confronti di Berlusconi continua in modo sempre più aggressivo e non possiamo tollerare oltre”, ha dichiarato una parlamentare del Pdl. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano – secondo quanto viene riferito – avrebbe chiesto ai parlamentari del Pdl riuniti a Milano (deputati e senatori sono entrati all’interno del Tribunale, si sono recati al primo piano, fermandosi ‘simbolicamente’ proprio davanti l’ aula del processo Ruby)  se sono d’accordo nel dire domani al Capo dello Stato, in occasione dell’incontro richiesto, l’ipotesi di non partecipare alle prime sedute del Parlamento. Alfano, rivolgendosi ai parlamentari del Pdl, avrebbe confermato l’intenzione di valutare l’opportunità di non partecipare ai lavori parlamentari finché le richieste del Pdl non saranno prese in esame, a partire dalla ‘questione giustizia’. Nel chiedere ai parlamentari una valutazione, il segretario ha anche prospettato l’ipotesi di annunciare a Napolitano tale intenzione. Di fronte alla richiesta di Alfano se i parlamentari condividessero ‘Aventino’ e volontà di renderne partecipe il Colle, i pidiellini hanno applaudito.

La motivazione della scelta di non partecipare alle prime sedute del Parlamento, avrebbe spiegato Alfano, deriva dal fatto che quanto sta accadendo va contro ogni principio democratico e contro le stesse istituzioni repubblicane, sempre rispettate dal Pdl, riferendosi non solo alla situazione giudiziaria ma anche a quella politica e al comportamento.

A.B.

 

 

 

 

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