Lombardia, Consulta boccia legge anti-moschee

È incostituzionale porre limiti alla costruzione di moschee in Italia. Lo ha stabilito la Consulta pronunciandosi su una legge della regione Lombardia, che un anno fa aveva imposto vincoli urbanistici sulla costruzione di nuovi luoghi di culto.

Secondo il Governo, che ha presentato ricorso subito dopo l’approvazione della legge, il testo viola i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose davanti alla legge.

La Corte costituzionale pubblicherà le motivazioni della bocciatura nelle prossime settimane, ma i sospetti sull’incostituzionalità della legge erano noti da tempo. L’ufficio legislativo della Lombardia aveva già emesso tre pareri contrari prima che il testo fosse approvato in Consiglio regionale il 27 gennaio 2015, pochi giorni dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo.

Secondo il testo, ogni nuovo tempio costruito in Lombardia avrebbe dovuto avere telecamere di sicurezza collegate con le forze dell’ordine, parcheggi nelle immediate vicinanze e un’architettura congruente “con le caratteristiche generali e peculiari del paesaggio lombardo”. Per poter edificare luoghi di culto ci sarebbe stato bisogno di una valutazione ambientale strategica da parte del Comune e di un accordo preesistente fra lo Stato e i rappresentanti della confessione religiosa, circostanza che avrebbe reso impossibile costruire moschee, dato che le comunità musulmane non hanno un’associazione di riferimento. Avrebbe invece introdotto complicazioni, in teoria non insormontabili, nella costruzione di luoghi di culto ebraici, buddisti o protestanti.

Al tempo dell’approvazione della legge, qualcuno aveva avanzato il sospetto che si trattasse di una contromisura al bando aperto dal comune di Milano per la costruzione di tre luoghi di culto destinati alle confessioni minoritarie.

Le reazioni al provvedimento della Consulta sono state più accese del solito. “Renzi ormai impugna ogni nostra legge – commenta il presidente della Lombardia, Roberto Maroni – che si tratti di moschee, di sanità o di nutrie. È solo ritorsione, ma non ci intimidisce. Il nostro testo non limita affatto la libertà di religione. Queste sono le balle della solita sinistra intollerante e cialtrona”. E su Twitter rincara la dose. “La sinistra esulta: Allah Akbar”.

“Maroni è un pasticcione e fa leggi solo per motivi ideologici”, ribatte il segretario regionale PD Alessandro Alfieri. Di “legge idiota e propagandistica” parla il consigliere regionale M5S Eugenio Casalino, mentre il capogruppo leghista Massimiliano Romeo scomoda perfino l’ISIS: “Non ci arrendiamo, non intendiamo far diventare Milano e la Lombardia un’enclave del Califfato”.

Intanto i musulmani che vivono in Lombardia – almeno centomila, secondo le stime – continuano a pregare in palestre, garage e altre strutture improvvisate. L’unico edificio progettato e costruito come moschea rimane quello gestito dal Centro islamico di Segrate, aperto nel 1988.

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