A Roma c’è un alieno sbarcato da un’astronave interstellare nel giugno del 2013. Un po’ svampito, un po’ furbetto ma soprattutto faccia di bronzo, l’omino celeste, con il tempo e la paglia ha preso le fattezze dell’attuale sindaco di Roma, Fanfugnazio Marino, temporaneamente ospite di un Campidoglio dove la luce e l’acqua mancano da ormai troppo tempo e dove bivaccano incredibilmente in tanti. Troppi. E non parliamo solo dei rom, ormai disastrosamente dilaganti nel territorio della Capitale, ma dei furfanti e dei ladri che si annidano nei palazzi del potere cittadino e regionale che in queste ore i carabinieri stanno ammanettando a grappoli. In tutta questa storia, che, ancora una volta, il sindaco vorrebbe farsi scivolare addosso, non stupisce la portata dei provvedimenti adottati dai magistrati e la retata che ha colpito consiglieri comunali, uomini e funzionari della maggioranza e della giunta che appoggia Marino, ma gli atteggiamenti dell’alieno di cui parlavamo.
La mafia rosso-nera romana ha radici profonde e origini lontane. Il sistema del malaffare del “mondo di sotto” gestito da Carminati e Buzzi con la seconda fase di Mafia Capitale fa un salto di qualità molto forte. Gli arresti di stanotte portano al “mondo di sopra” alle stanze del sindaco della giunta e dell’intero consiglio comunale. Basta leggere i nomi degli arrestati e per quanto riguarda il primo cittadino parliamo di persone che hanno lavorato con lui e per lui anche nei suoi primi due anni di occupazione del Campidoglio.
Detto questo, mentre giustamente tutta l’opposizione unita e all’unisono si pone il problema della sua permanenza al timone della Citta Eterna e ne chiede con forza le dimissioni immediate, lui che fa? Risponde che “va avanti”. La cosa, in altre parole, non lo riguarderebbe. I problemi, dice mentendo spudoratamente, riguarderebbero si, uomini del Pd, ma non della sua lista, non della sua parte. Incredibile l’alieno… Nel momento in cui la bomba giudiziaria di Mafia Capitale rischia di creare problemi seri al presidente del Consiglio per le implicazioni politiche che comporta, e a quello della Regione Lazio Nicola Zingaretti anche lui, da oggi costretto a scambiare idee con consiglieri ed amici di partito, trattenuti contro la loro volontà a Regina Coeli, Marino prende ignominiosamente e vigliaccamnente le distanze da questo autentico massacro giudiziario e mediatico. E cerca di cavarsela con un: “Io non centro”. Una fuga che non gli eviterà guai politici a breve e che ha fatto voltare lo stomaco anche una una fedelissima del Pd come la Ileana Argentin che gli ha puntato l’indice contro per ricordargli che il signor Fanfullazio si trova dove sta, solo perchè ” è il Pd che ce lo ha messo”.
Come dire che il problema drammatico di Mafia Capitale non riguarda solo il Pd e gli altri partiti di centro, destra e sinistra che Pignatone ha messo nel mirino. Riguarda anche e soprattutto il sindaco che a questo punto, se non altro che per dignità ed opportunità politica, dovrebbe fare un passo indietro. Ma completiamo la descrizione del delirio scatenato dal nostro alieno. Nel momento di maggior casino, il sindaco cosa fa? Imperturbabile e commovente fa comunicare dal suo ufficio stampa che il 13 giugno sarà presente e guiderà il corteo del Gay Pride, aggiungendo “orgoglioso” che, con lui, “marcerà anche l’intera giunta capitolina”. A questo punto c’è da chiedersi se per caso il sindaco non abbia perso il lume della ragione offuscato da una arroganza cieca sulla quale altri, a cominciare dallo stesso Renzi dovrebbero cominciare a mettere mano, cacciando dal Campidoglio non solo un incapace ma un uomo pericoloso che sta trasformando Roma, la Capitale, in una autentica polveriera sociale, pronta ad esplodere.