Marò, esplode la polemica. In una dichiarazione di pochi minuti fa, l’Ambasciatore Giulio Terzi, ex Ministro degli Esteri del governo Monti, ha duramente replicato a Corrado Passera, un anno fa Ministro dello Sviluppo economico, il quale in un’agenzia stampa di oggi pomeriggio lo ha accusato di “aver rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese, cercando di impedire che i due Marò rientrassero nelle scadenze concordate, e venendo cosi’ clamorosamente meno alla parola data”.
La decisione di trattenerli in Italia, invece, contrariamente a quanto sostenuto da Passera, afferma Giulio Terzi, “fu all’inizio completamente unanime”. Ed ecco il virgolettato della dichiarazione di replica, inviataci direttamente via mail pochi minuti fa, che l’ex Ministro autorizza a pubblicare per intero.
“Il Dott. Passera è afflitto evidentemente da una curiosa crisi di memoria selettiva, – scrive Terzi nella nota – dovrebbe rivedere le carte scritte prima di fare illazioni prive di fondamento. L’11 marzo del 2013 alle ore 17:53 le agenzie stampa nazionali pubblicarono una dichiarazione del Dott. De Mistura che dichiarava testualmente: “La decisione di non far rientrare i Maro’ in India e’ stata presa in coordinamento stretto con il Presidente del Consiglio e d’accordo con tutti i Ministri coinvolti nella vicenda”, aggiungendo che “siamo tutti nella stessa posizione, in maniera coesa e con il coordinamento di Monti, che la divergenza di opinioni tra l’Italia e l’India sulle questioni della giurisdizione e dell’immunità richiede un arbitrato internazionale o una sentenza di una corte internazionale”. Per comodità del lettore, il Dr Steffan De Mistura di cui parla Terzi era a quell’epoca il Sottosegretario agli Esteri.
“Gli unici che hanno rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese – prosegue Giulio Terzi – sono quindi coloro che hanno cambiato le carte in tavola per motivi ancora da chiarire, rimandando i Marò in India e dando origine a questo assurda situazione di empasse con l’India, che danneggia gli interessi nazionali Italiani e l’immagine e la sicurezza delle nostre Forze Armate nel mondo”. “Fin dal momento delle mie dimissioni – aggiunge l’ex Ministro nella replica – ho auspicato la costituzione di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta che facesse luce sulle responsabilità di chi ha permesso che tutto ciò accadesse, nonostante la situazione avrebbe consentito di tenerli in Italia facendo leva su un Arbitrato Internazionale e garantendo così la sicurezza dei nostri due uomini, oggi invece esposti a tutti i rischi di un processo illegittimo in una giurisdizione, quella Indiana, totalmente arbitraria”.

L’Ambasciatore Giulio Terzi, ex Ministro degli Esteri
Fin qui la nota di questa sera. Nel pomeriggio Terzi, però, aveva rilasciato altre infuocate dichiarazioni. “La Pubblica Accusa indiana, su indicazione del governo di New Delhi, formalizza l’accusa di ‘terrorismo’ per i nostri due Fucilieri in missione antiterrorismo nell’Oceano Indiano, rinviando per l’ennesima volta l’avvio del procedimento penale. Il Governo indiano gioca una specie di ‘partita al Gioco dell’Oca con i dadi truccati’ – ha accusato l’ex Ministro – Il governo italiano deve denunciare la vicenda presso gli organismi sovranazionali e presso il Consiglio di Sicurezza Onu, contestare la giurisdizione indiana, e attivare un arbitrato internazionale”. “La strategia Monti, – ha incalzato Giulio Terzi – alla quale il Governo Letta ha dato continuità, che prevede di fatto una ‘delega all’India’ per il processo ai nostri due Marò, continua a rivelarsi totalmente fallimentare”.