Quella delle denunce per molestie sessuali sta diventando un fiume in piena che a livello planetario non risparmia più nessuno: personaggi famosi, uomini di potere, giornalisti, manager, capi di stato (basti pensare allo stesso Presidente degli Stati Uniti Donald Trump). Ora il vento dell’infamia non risparmia neppure le le organizzazioni umanitarie.
Dopo lo scandalo che ha investito la ong Oxfam, oggi, nel lavacro delle realtà incoffessabili, arriva l’ammissione di Medici senza frontiere (Msf) che annuncia di aver registrato, nel 2017, 24 casi di molestie o abusi sessuali all’interno della propria organizzazione.
In particolare, hanno spiegato alla stampa internazionale alcuni dirigenti, su 146 segnalazioni o denunce ricevute dalla direzione dell’Ong, che conta 40mila dipendenti nel mondo, “40 casi sono stati identificati come casi di abusi o molestie in generale, emersi da indagini interne, e 24 di essi a sfondo sessuale”. Msf in un comunicato poi, ha aggiunto che “19 persone sono state licenziate” mentre altri membri del personale “sono stati sanzionati in altri modi”.
E mentre infuria la bufera su Oxfam dove si è dimessa la vicepresidente Penny Lawrence, Medici senza frontiere precisa che la ” leadership si è impegnata inequivocabilmente a combattere gli abusi”. Come dire che noi non ci siamo tirati indietro e abbiamo fatto quello che altri non hanno potuto o voluto fare con un chiaro riferimento alla organizzazione inglese finanziata da Downing Street.
Sarà anche vero ma, nel momento in cui il virus della violenza e della prevaricazione colpisce anche una organizzazione ed il suo esercito di professionisti che dell’aiuto ai deboli ai poveri e ai profughi di tutto il mondo ne hanno fatto una ragione di vita, è di sicuro un’autentica tragedia che appanna non poco i pur tanti meriti acquisiti da anni sul campo della sofferenza umana soprattutto nelle aree devastate dalla guerra. E’ chiaro però che non trovandoci ad Holliwood o nei lussuosi palazzi delle ricche città dell’occidente, si può tranquillamente parlare di crollo di un mito.