Nel mondo è di nuovo corsa agli armamenti

missili
Gli antichi Romani dicevano “Si vis pacem, para bellum”, ovvero: se vuoi la pace, prepara la guerra. E, a quanto pare, fin troppe nazioni hanno deciso di seguire il loro suggerimento: il pianeta ha fatto il botto quanto a spese militari. A sostenerlo è il Sipri, l’Istituto internazionale per le ricerche sulla pace di Stoccolma. In totale si tratta di 1.739 miliardi di dollari di spese di armamenti nel 2017, con un aumento dell’1,1% in più rispetto al 2016.
I Paesi più belligerantiGli Usa prendono il 35% della torta degli armamenti del mondo. A seguire la Cina con il 13%, poi l’Arabia Saudita con il 4%, la Russia con il 3,8%, l’India con il 3,7%, la Francia con il 3,3%, il Regno Unito con il 2,7%, il Giappone con il 2,6%, la Germania con il 2,5%, la Corea del Sud con il 2,3 e, con la stessa percentuale del Brasile, l’Italia (1,7%).

I soli Stati Uniti spendono 610 miliardi di dollari ogni anno, i cinesi arrivano a 223 miliardi di dollari (un prezzo che li porta di gran lunga tra le superpotenze proprio perché quell’investimento viene fatto in luoghi dove il costo del lavoro è molto più basso). L’Arabia saudita è a quota 69,4 miliardi di dollari. E’ la cifra più alta nel Medio Oriente e nel mondo arabo, visto che Israele è a 19,6 miliardi e l’Iran a 14,5.

La Russia è in controtendenza (66,3 miliardi), con un investimento in calo del 20% per la prima volta dal 1998. Secondo gli analisti sarebbe la crisi economica ad aver imposto un efficientamento che è passata anche attraverso la cyberwar.

L’America Latina

L’analisi si fa interessante per quanto riguarda l’America Latina. Infatti il dittatore del Venezuela Nicolas Maduro ha fatto un notevole ordinativo di cacciabombardieri e carri armati direttamente alla Russia. La nazione in questi anni è economicamente in ginocchio, tanto che non manca un problema di gestione del fenomeno migratorio nelle altre nazioni del Sud America. E tra queste c’è il Brasile, visto che nello Stato di Roraima continua il flusso di migranti venezuelani. Ma lo stesso Brasile è una delle nazioni che, probabilmente proprio a causa delle criticità dettate dal regime di​ Maduro, si è spinto oltre, rammodernando i mezzi militari a sua disposizione.

​ ​
Giampiero Valenza

ULTIMI ARTICOLI