Narcotraffico, è in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione condotta dagli uomini della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (Fbi).
L’operazione, denominata in codice ‘New Bridge’, ha smantellato una pericolosa alleanza criminale internazionale, per la compravendita di droga, stretta fra la ‘ndrangheta calabrese e la potente famiglia mafiosa dei Gambino, al vertice di Cosa Nostra americana. Ventisei le persone finite in manette, di cui 18 in Italia, 8 a New York.
L’operazione, denominata in codice ‘New Bridge’, ha smantellato una pericolosa alleanza criminale internazionale, per la compravendita di droga, stretta fra la ‘ndrangheta calabrese e la potente famiglia mafiosa dei Gambino, al vertice di Cosa Nostra americana. Ventisei le persone finite in manette, di cui 18 in Italia, 8 a New York.L’elemento chiave dell’operazione – ha spiegato questa mattina il capo dello Sco (Servizio centrale operativo) della polizia, Raffaele Grassi – è proprio il rapporto criminale tra un’importante famiglia di ‘ndrangheta della Calabria ionica con la famiglia Gambino di New York, legata alla mafia siciliana e a Cosa nostra newyorkese”.
L’organizzazione criminale operava fra Italia, Stati Uniti, Messico e Canada, in stretto contatto con i cartelli dei narcos sudamericani. A permettere di smantellare il sodalizio sarebbe stato un agente sotto copertura dell’Fbi, che fin dal 2010 si era infiltrato fra gli ‘uomini d’onore’ siciliani con il nome di ‘Jonny’. In Italia gli arresti sono stati eseguiti nelle provincie di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Benevento, Catanzaro, Torino. Decine le perquisizioni tutt’ora in corso. Fra i 26 arrestati figurano soggetti legati alle famiglie Ursino e Simonetta, capi di una pericolosa ‘ndrina della costa jonica calabrese, e trafficanti stranieri ed italo-americani. Uno di loro – arrestato a New York dai poliziotti italiani insieme ad agenti del Fbi – è il tramite del sodalizio con la famiglia mafiosa Gambino di Cosa Nostra in America. L’uomo, secondo l’antimafia di Reggio Calabria e di New York, era in avanzate trattative con la ‘ndrangheta jonico-reggina per l’apertura di un canale di traffico di cocaina fra il Sud America e il porto di Gioia Tauro. La prima spedizione, secondo quanto è stato ricostruito, avrebbe preso il via dalla Guyana francese, in Sudamerica. La droga, in forma liquida, sarebbe stata nascosta all’interno di insospettabili barattoli di ananas e cocco. Agenti dell’Fbi sono in Italia per collaborare a ulteriori indagini.