Sono le 2.30 in Italia quando, dal Dolby Theater sulla Hollywood Boulevard, ha inizio la diretta della 88° edizione degli Academy Awards: gli Oscar 2016. Revenant, con 12 nomination, era in cima ai pronostici in forte competizione con The Martian-Sopravvissuto, 7 nomination; ma “La grande scommessa“, che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino alle 6 del mattino, non riguardava il film diretto da McKay, bensì la sesta nomination di Di Caprio all’Oscar come miglior attore protagonista.
Nonostante la minaccia de El Niño sia ancora in agguato, il red carpet di apertura degli Oscar, palcoscenico mondiale di pubblicità e moda, si svolge senza alcun problema. Attori e registi possono fare la loro passerella sul tappeto rosso, sfoggiare al photo call abiti d’alta moda con colori sgargianti e vertiginose scollature e rilasciare brevi quanto banali interviste in una condizione climatica ideale.
Senza troppi preamboli gli Academy Awards prendono subito di petto la questione delle polemiche sulla mancanza di nomination a candidati di colore per il secondo anno di seguito. Hollywood sdrammatizza, ironizza e si fa la predica da sola chiamando il comico afroamericano Chris Rock a condurre la cerimonia di consegna degli Oscar 2016. L’attore prima conta quanti neri ci sono, poi racconta la storia degli Oscar dal punto di vista delle persone di colore e infine conclude: “Volete la diversità: noi ce l’abbiamo la diversità!“. Tutta la serata va avanti così -fino allo sfinimento-, tra una premiazione e l’altra, con il tormentone del tema degli afroamericani esclusi dalle nomination.
Il primo premio va a Il caso Spotlight per la miglior sceneggiatura originale, mentre l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale va a La grande scommessa.
La miglior attrice non protagonista è Alicia Vikander, per The Danish girl, che sale emozionatissima sul palco con il suo radioso vestito giallo, ansima e commossa ringrazia tutto il cast.
Per annunciare l’Oscar ai migliori costumi arriva l’incarnazione stessa dell’eleganza, Cate Blanchett, ma nessuno dei suoi due film nominati, Carol e Cinderella, si aggiudica la statuetta che invece va per la seconda volta a Jenny Beavan per Mad Max: Fury Road. A questo punto il film di George Miller comincia ad ottenere un Oscar dietro l’altro. Mad Max riesce infatti a battere sia The Danish girl che Il ponte delle spie per la miglior scenografia e si aggiudica il premio -questa volta meritato- per il miglior trucco e acconciatura. Ma la soddisfazione più grande Miller la prende con l’Oscar per il miglior montaggio, perchè è Margaret Sixel, sua moglie, a portare a casa il premio. Infine Mad Max vince anche i due Oscar per il suono e dimostra di essere un film che si può persino vedere con le orecchie.
Charlize Theron annuncia l’Oscar alla miglior fotografia che va a Emmanuel Lubezki. Il direttore messicano con Revenant porta a casa il suo terzo Oscar di seguito, dopo quelli ricevuti nel 2014 per Gravity di Cuaron e nel 2015 per Birdman di Iñárritu.
L’Oscar per i migliori effetti speciali va all’equipe di Ex Machina che, a questo punto, davvero non se l’aspettava di riuscire a battere Mad Max e Star Wars.
Sul palco del Dolby Theater però non salgono solo attori in carne e ossa, ma fanno la loro comparsa anche i robot di Star wars al completo e i simpatici e carini Minions. Infine la storica coppia di Toy story, composta dal cowboy Woody e dall’astronauta Buzz Lightyear, annuncia il premio al miglior lungometraggio animato che dopo tre anni torna alla Disney Pixar con Insideout, un film tutto fondato sul mondo delle emozioni.
Il miglior attore non protagonista non è Stallone, il premio va a Mark Raylance per Il Ponte delle spie.
Alla luce del successo del regista italiano Gianfranco Rosi a Berlino con Fuocoammare, anche l’Oscar al miglior documentario ha acquisito per tutti maggiore interesse: il premio va a Amy di Asif Kapadia e James Gay Reeves, film che intende mostrare al mondo la vera personalità della cantante Amy Winehouse.
Dopo uno struggente tributo ai talenti del cinema scomparsi nel corso di questo ultimo anno, l’Oscar al miglior film in lingua straniera va a Il figlio di Saul, il regista ungherese Laszlo Nemes riceve il premio con la speranza che questo film ricordi a tutti l’importanza di restare umani in qualsiasi condizione.
Ma la parte migliore della cerimonia, la più attesa da noi italiani, arriva alle prime luci dell’alba. La miglior colonna sonora è quella composta dal nostro Ennio Morricone per il film di Tarantino, The hateful eight. Mentre il pubblico si alza subito in piedi per applaudirlo, il maestro arriva sul palco piano piano e in italiano legge da un piccolo foglietto, saluta, fa un omaggio allo stimato collega John Williams e dice: “Non c’è una musica importante senza un grande film che la ispiri. Dedico questa vittoria a mia moglie Maria“. Un attimo di commozione ed è tutto finito.
E’ il momento dell’Oscar alla miglior regia, J.J. Adams annuncia il vincitore: è, per la seconda volta di seguito, Alejandro González Iñárritu. Il regista di Revenant riceve il premio, ringrazia tutto il suo cast per il duro lavoro e, a proposito della mancanza di persone di colore tra i candidati agli Oscar, cita una frase del suo film: “non vedono te vedono solo il colore della tua pelle“. Iñárritu dedica quest’Oscar a Di Caprio: “Tu sei il redivivo!“, ma, anche se in modo non intenzionale, la frase ha il sapore di un cattivissimo augurio.
Eddie Redmaine annuncia la miglior attrice protagonista: è Brie Larson per Room. L’interprete commenta sul palco con un sentito e spontaneo “wow!” questo suo primo Oscar.
L’ultimo premio è quello più sofferto: l‘Oscar al miglior attore protagonista. Finalmente, alla sesta nomination, Leonardo Di Caprio riesce nell’impresa e si aggiudica l’ambita statuetta per la sua interpretazione dell’esploratore Hugh Galss nel film di Alejandro González Iñárritu. “Revenant ha richiesto uno sforzo incredibile da parte di tutti” dice l’attore; poi, rivolgendosi al regista e amico, aggiunge: “La storia del cinema tu l’hai segnata in questi ultimi due anni. Questo film è stata un’ esperienza cinematografica trascendentale“. Infine Leonardo ringrazia cast, amici e parenti, parla della relazione tra uomo e ambiente e del pericolo dei cambiamenti climatici e, prima di scendere dal palco con la tanto desiderata statuetta, conclude:”Io non ho dato per scontata questa serata, non diamo per scontato il nostro pianeta“. Il pubblico lo acclama.
Infine sale sul palco il cast de Il caso Spotlight, il miglior film degli Oscar 2016. La cerimonia si chiude e cominciano i festeggiamenti.