Pane per chi non ne ha. Una app contro lo spreco

Ogni giorno in Italia vengono buttati 13 mila quintali di pane, abbastanza da riempire anche la più grande delle mense. Se invece di convogliarlo nella spazzatura, fosse distribuito tra i poveri che, secondo le stime, superano di gran lunga la cifra di cinque milioni? 
Quattro giovani imprenditori, esperti nel settore dell’associazionismo, si sono adoperati per questo ed hanno pensato ad un sistema che metta in comunicazione chi a fine giornata si trova ad avere giacenze di pane con associazioni che possano provvedere ad una ridistribuzione tra chi ne ha bisogno.
L’idea non è nuova, mentre lo è lo strumento: tra le centinaia di migliaia di app esistenti ce n’è una nuova attraverso la quale qualsiasi panettiere a fine giornata potrà comunicare a una “centrale” di avere del pane invenduto a disposizione delle organizzazioni caritative. La stessa app sarà utilizzata dai volontari delle associazioni non profit per rintracciare e ritirare la giacenza da distribuire agli indigenti. Si tratta di una piattaforma digitale inventata da quattro under 30, che hanno già vinto la Start up Live e parteciperanno al Pioneer Festival.
Si chiamano Nicolò Melli, Ornella Pesenti, Gabriella Zefferino e Gianmaria Giardino e ieri hanno presentato la loro iniziativa al viceministro alle politiche agricole Andrea Olivero, il quale ha ammesso che
Questa app può dare un contributo in modo semplice e lineare e il Breading un bel modo per realizzare economia civile”.

Una volta conclusa la sperimentazione che i giovani di Breading hanno strutturato a Milano e Bergamo, ha aggiunto:

credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni di Terzo Settore impegnate contro la lotta alla povertà e che assicurano pasti quotidiani, come il Banco Alimentare, Sant’Egidio e la Caritas. Sarebbe bello che proprio a Milano, in occasione di Expo 2015, si iniziasse a utilizzare questa app. Un modo per dare concretezza all’aspirazione di Expo 2015: nutrire il pianeta”.

Breading, hanno spiegato i promotori, permetterà l’incontro tra tutte quelle strutture (panifici, bar, gdo) che a fine giornata si trovano con grossi avanzi di pane e affini, che altrimenti andrebbero buttati, e le associazioni del terzo settore impegnate a sfamare i poveri: funziona attraverso un sistema di geolocalizzazione che permette alle associazioni di essere aggiornate sulle giacenze di fine giornata e sulla localizzazione del punto di ritiro più vicino.

I giovani imprenditori hanno tratto l’idea da esperienze nel terzo settore, cogliendo la necessità di una soluzione tecnologica al problema logistico.

Il sistema individua gli attori della filiera distributiva e le quantità quotidiane di pane in eccedenza disponibili – spiegano i fondatori di Breading –; le associazioni ricevono un alert che contiene la quantità messa a disposizione e la localizzazione geografica. Attraverso un meccanismo di proximity le ong possono prenotare il pane e prodotti analoghi, in relazione a un quantitativo medio dichiarato dal produttore in sede di registrazione”.

In questa fase iniziale il progetto – che ne affianca altri come Last Minute Market, la società bolognese che si occupa proprio di mettere in comunicazione le attività di beneficenza con gli esercizi commerciali che hanno eccedenze di ogni tipo, pane compreso, oppure iniziative di alcuni singoli comuni (nel 2012, durante l’amministrazione Alemanno, il comune di Roma mise in piedi un servizio simile stanziando 150 mila euro per aiutare le associazioni benefiche a raccogliere il pane invenduto) – è riuscito a coinvolgere 15 associazioni del terzo settore.

Anche se i 13 mila quintali al giorno di invenduto sembrano una cifra poco affidabile, dal momento che secondo Assipan (associazione panificatori) a Milano e Roma quotidianamente le giacenze sono tra 150 e 200 quintali di pane, ci auguriamo che la generosità di chi vende uno dei componenti primari dell’alimentazione (nella cucina pià antica si usata il termine cumpanaticum per indicare i piatti che potevano accompagnarsi al pane) nonché della dieta mediterranea, aumenti rapidamente con il sistema dell’app dedicata, e le donazioni possano servire a coprire almeno in parte le necessità alimentari delle tante persone bisognose.

 

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