La povertà come problema sociale è una ferita che nel nostro Paese si sta radicando sempre più profondamente, includendo altri aspetti che non è il caso di sottovalutare quali, ad esempio, lo stato di salute delle persone indigenti. Bassi livelli di reddito prolungati incidono sul benessere psico-fisico portando ad una richiesta maggiore di cure.
Dal 2007 al 2012 la povertà assoluta in Italia è cresciuta di circa il 60%, arrivando a interessare il 6,8% della popolazione, pari a 4,8 milioni di persone. Sono cifre che si leggono nel primo rapporto povertà sanitaria e donazione farmaci, presentato questa mattina dall’Osservatorio Donazione Farmaci alla presenza del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
Rispetto ai 92,45 euro spesi in media dalle famiglie italiane (pari al 3,7% dell’intero budget famigliare), nelle famiglie indigenti si spendono 16,34 euro al mese per la sanità (circa il 2% dell’intero budget famigliare). Nel 2006 le famiglie povere spendevano poco meno di 12 euro al mese. All’interno di questa spesa, dice il dossier, circa 12,50 euro sui 16 complessivi sono dedicati all’acquisto di farmaci: si tratta di un’incidenza decisamente superiore rispetto alla media delle famiglie italiane, che spendono invece 44 euro al mese in farmaci. Complessivamente ogni mese le famiglie povere italiane spendono dunque 21,5 milioni di euro per acquistare farmaci, pari al 3,4% della spesa privata farmaceutica complessiva.