Renzi: niente ricatti. Priorità all’economia. Pronto il Def

Poche ore dal varo del def che il governo esaminerà domani nel corso del consiglio dei ministri e il presidente di FI alla Camera Brunetta di far saltare il banco sulle riforme se prima di Pasqua non passerà l'Italicum. Il premier Renzi ha replicato con durezza: non accettiamo ricatti.

A causa delle fibrillazioni in casa Forza Italia torna alta la temperatura nei palazzi della politica. E così, a poche ore dal varo del documento di economia e finanza che il governo esaminerà domani sera nel corso del consiglio dei ministri, all’ultimatum del presidente del gruppo berlusconiano alla Camera Renato Brunetta di far saltare  il banco sulle riforme  se prima di Pasqua non passerà l’Italicum, il premier Renzi ha replicato con durezza: non accettiamo ricatti. “Con o senza di voi –  ha fatto sapere a Forza Italia – noi andiamo avanti e la priorità resta la riforma del Senato”.

Adesso, in attesa di un nuovo rilancio da parte di Berlusconi, il governo lavora a fondo sulle scelte in materia economica e sociale da inserire nel documento di programmazione, già in buona parte impostato dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e dal responsabile della spending revew Carlo Cottarelli. Domani si conosceranno le novità più importanti. Ma restano i paletti frutto di accordi con la Ue, che nel proprio tour della scorsa settimana Renzi ha voluto rassicurare. L’Italia favorirà  una inversione di rotta sia in materia di contenimento della spesa pubblica che di misure efficaci per la ripresa economica.

Dopo il documento di previsione finanziaria, che sarà presentato domani, toccherà poi al decreto legge che introdurrà gli sgravi fiscali (mediamente di ottanta euro) di cui circa dieci milioni di italiani dovrebbero beneficiare nella busta paga di maggio. Ieri fonti del governo hanno inoltre smentito qualsiasi retromarcia sul taglio dell’Irap: a fine anno le imprese dovrebbero pagare il 5% in meno, nel 2015 la sforbiciata all’imposta più odiata dagli imprenditori dovrebbe arrivare al 10% dell’ammontare attuale.

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