Dalle viscere della terra sono spuntati i resti di una caserma di duemila anni fa. È successo a Roma, durante gli scavi per la linea C della metropolitana, nel cantiere della stazione Amba Aradam.
È stata scoperta fra novembre e dicembre 2015, durante le indagini archeologiche. Oggi il soprintendente ai Beni archeologici di Roma Capitale, Francesco Prosperetti, l’ha presentata alla stampa e al pubblico. La struttura, un vero e proprio quartiere militare, risale alla prima metà del II secolo d.C.: secondo i bolli impressi sui mattoni, è stata costruita ai tempi dell’imperatore Adriano. Le foto mostrano quel che resta di 39 stanze quadrangolari, collegate da corridoi paralleli, con muri in laterizio intonacati di rosso e pavimenti a mosaico. A poca distanza dalla caserma, un ossario di epoca paleocristiana con i resti di 12 persone.
Più che la bellezza delle rifiniture o lo stato di conservazione, a stupire sono le dimensioni del complesso: la parte riportata alla luce copre più di 1700 metri quadrati, e probabilmente un’altra parte consistente è ancora sepolta, dieci metri sotto il livello delle strade. Dai rilievi preliminari svolti nei mesi precedenti non era emerso niente che facesse sospettare l’esistenza di un complesso così grande.
“Si tratta di una scoperta tanto eccezionale quanto inaspettata”, annuncia Prosperetti: “Queste caserme furono abbattute per favorire la costruzione delle mura aureliane tra il 271 e 275”. Ci si aspettava che dagli scavi emergessero reperti antichi, ma nessuno immaginava che fossero tanto importanti: talmente importanti che si è deciso di cambiare in corsa il progetto della stazione. Dopo aver restaurato e staccato affreschi e mosaici, le murature saranno smontate per consentire i lavori della stazione e ricollocati a progetto ultimato, integrando la struttura antica nella fermata della metropolitana.
“I lavori non si interromperanno”, promette il soprintendente, ma occorrerà “riprogettare gli aspetti funzionali e architettonici in funzione del ritrovamento, che sarà smontato e rimontato come era e dove era”. Ma per capire se questo comporterà ulteriori costi e ritardi – in un’opera come la linea C che ha già la fama sinistra di un’incompiuta perenne – è ancora troppo presto.
“Il vero tema – prosegue Prosperetti – è come questo ritrovamento potrà influenzare l’aspetto della futura stazione. Andranno spostate le scale mobili, ad esempio, e dovremo dare anche un significato a questo spazio”.
Il responsabile della linea C per Romametropolitane, Andrea Sciotti, ha confermato che la Soprintendenza ha chiesto di studiare un “nuovo allestimento” per la stazione Amba Aradam. “Dobbiamo trovare una soluzione costruttiva”, ha dichiarato, “e solo dopo questa potremo capire che impatto avrà la scoperta sui tempi finali. Però la tratta T3 [la parte della Linea C tra le fermate Colosseo e San Giovanni, parte della città di Roma fin dall’antichità, ndR] è stata progettata tenendo conto di possibili ritrovamenti e i tempi sono ancora lunghi visto che contiamo di aprire nel 2021”.
F.M.R.