Senato dice addio al voto di scambio. Ma è caos con M5S

E' legge la riforma dell'articolo 416 ter del codice penale relativa al voto di scambio politico-mafioso.

Non servirà più necessariamente lo scambio di denaro per configurare il voto di scambio politico-mafioso. Dopo Montecitorio, oggi l’Aula del Senato, con 191 si, 32 no e 18 astenuti, ha approvato in quarta lettura il ddl contro il voto di scambio politico mafioso che ora diventa legge.

La legge entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si applicherà, dunque, sin dalle prossime elezioni Europee.

Poco prima del voto finale, la seduta era stata sospesa a causa delle proteste del Movimento 5 Stelle in Aula. Nell’emiciclo aveva appena preso la parola Gioacomo Caliendo, in Aula i senatori M5S hanno esposto cartelli con i volti di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, per contestare, spiega un M5s, il fatto che “si sono incontrati”. I parlamentari 5 Stelle hanno esposto cartelli con un fotomontaggio con Renzi e Berlusconi hanno che indossano una coppola siciliana e la scritta ‘I padrini del voto di scambio’ mentre i colleghi del Pd intonano in coro ‘buffoni, buffoni’. Immediato l’intervento dei commessi sollecitati dal presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso intervenendo in Aula  ha detto che “il ddl contro il voto di scambio trasformato alla Camera in “una norma inutile” “vi serve perché ci sono le elezioni e perché qualcuno deve fare un nuovo patto con la mafia, e lo deve fare prima di queste elezioni”. contro il ddl sul voto di scambio che sta per essere votato dall’Assemblea. “E’ un favore alla mafia e ai suoi sodali”.

Il clima incandescente è stato alimentato anche dagli altri schieramenti politici. Per Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra,

“le polemiche pretestuose e demagogiche di questi giorni hanno rimosso la storia di questo provvedimento che fu approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati con voto unanime. Restammo però poi soli a proporre che il Senato confermasse quel testo rendendolo immediatamente operativo. Ne sono nate modifiche che non lo hanno migliorato e hanno dato luogo a quel clima divisivo che non aiuta l’isolamento del fenomeno criminoso e la riprovazione di chi stabilisce con esso relazioni a fini di consenso politico”. 

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