Siracusa: dipendenti pubblici in piscina anzichè al lavoro

A prendere il sole in piscina o a fare shopping per le vie del centro o placidamente seduti ai tavolini di un bar: così 33 dipendenti (17 dei quali dirigenti, per giunta) dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa trascorrevano buona parte del proprio orario lavorativo anzichè svolgere le proprie mansioni in ufficio. Ora sono indagati per truffa ai danni dello Stato e falso.  

A scoprire l’impiego “improprio” del tempo lavorativo dei dipendenti pubblici è stata la Guardia di Finanza, sotto la direzione del procuratore capo Francesco Paolo Giordano e con il coordinamento del sostituto Antonio Nicastro, nell’ambito dell’operazione “Doctor House”, un’indagine protrattasi per 44 giorni durante i quali le telecamere, collocate all’ingresso dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico provinciale di via traversa la Pizzuta, a Siracusa, hanno filmato sia l’ingresso principale che i movimenti attorno alla strumentazione atta a rilevare le presenze.

Oltre alle videoriprese anche millecinquecento scatti fotografici ad inchiodare i dipendenti assenteisti intenti nel disbrigo di faccende personali che hanno “rubato” ben 870 ore di lavoro grazie ad un’autentica organizzazione: a rotazione, i colleghi presenti strisciavano il badge di quelli usciti dalla struttura consentendo loro di arrivare in ritardo, andare via in anticipo dal posto di lavoro, ovvero di intrattenersi in affari personali.

Gli inquirenti, a conclusione dell’attività investigativa, hanno richiesto, per 19 indagati, la misura dell’interdizione dai pubblici uffici, su cui si pronuncerà, nei prossimi giorni, il gip di Siracusa. Le ipotesi contestate sono di falso, truffa aggravata ai danni dell’Ente pubblico e false attestazioni o certificazioni.

Gli indagati, oltre alla condanna per i reati commessi, potranno essere chiamati a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione, nonchè il danno all’immagine subito dall’amministrazione pubblica.

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