Se a pagare e a morire c’è sempre tempo, non per tutti è così. Basta infatti una cartella di Equitalia da 100mila euro a mandare ‘nel pallone’ il destinatario dell’esosa richiesta. Soprattutto se il poveretto versa in un momento di gravi difficoltà personali.
Stavolta è toccato ad un ex imprenditore di 51 anni, attualmente disoccupato, che si è ucciso dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 100 mila euro. L’uomo nel pomeriggio di ieri si è lanciato da un ponte di corso Europa, una delle arterie viaria principali della città. Il corpo è finito nel torrente Sturla dopo un volo di diversi metri. L’uomo è morto all’istante. Il gesto è stato notato da alcuni passanti che hanno dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i medici del 118.
L’ex imprenditore lascia la moglie e un figlio di 15 anni. A ricostruire la vicenda sono stati i militari della compagnia dei carabinieri di San Martino. L’ex imprenditore avrebbe accumulato il debito negli anni a causa delle difficoltà incontrate sul lavoro. L’uomo avrebbe cercato di superare le difficoltà economiche chiudendo l’attività in crisi per aprirne di nuove. Ma gli affari non sono andati beni e l’ex imprenditore non sarebbe stato in grado di recuperare i soldi per fermare i debiti con l’esattoria che invece sono lievitati.
Ma la giornata di ieri ha avuto un’altra sventurata vittima della gravissima crisi che nel 2015 ha visto fallire mediamente 53 imprese ogni giorno, per un totale di quasi mille in più rispetto al 2014.. A Fabriano si è tolto la vita nel garage della sua abitazione un ex imprenditore di 75 anni che era anche malato. Prima di suicidarsi avrebbe chiuso la porta d’ingresso e acceso la macchina: i familiari lo hanno ritrovato nel garage ormai primo di vita. Se ne è andato così un uomo di 75 anni, imprenditore fabrianese conosciuto da molti in città. Il gesto estremo oggi pomeriggio intorno alle ore 18.