Un terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter ha colpito la zona costiera dell’Ecuador. Per ora si contano almeno 350 morti e migliaia di feriti, ma si teme che il bilancio sia destinato ad aumentare nelle prossime ore. In sei delle 24 province del Paese è stato istituito lo stato di emergenza.
L’epicentro del terremoto è a 27 chilometri da Muisne, una cittadina costiera in una zona scarsamente popolata lungo la costa del Pacifico, a circa 170 chilometri dalla capitale Quito. Secondo dati diffusi dal servizio geologico USA, l’ipocentro del sisma è 19 chilometri sotto la superficie del suolo. Le scosse si sono avvertite anche in alcune località della Colombia.
La scossa più potente si è registrata intorno alle sette di ieri sera, quando in Italia erano le tre di notte. Nelle ore successive la terra ha tremato altre 55 volte e in Cile ha eruttato il vulcano Villarica.
Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, era in Vaticano, dove venerdì ha partecipato a una conferenza della Pontificia Accademia delle Scienze sociali sull’enciclica Centesimus Annus di papa Giovanni Paolo II. In sua assenza, a dichiarare lo stato di emergenza è stato il suo vice Jorge Glas. Prima di mettersi in viaggio per Quito, Correa ha inviato diversi tweet per rassicurare e incoraggiare la cittadinanza.
Glas ha escluso un allarme tsunami, ma ha ordinato l’evacuazione precauzionale di alcune zone del litorale per il rischio, poi rientrato, di mareggiate. D’altra parte, il vicepresidente ha affermato che il sisma ha fatto vittime e “danni strutturali” in un’area insolitamente vasta. A Guayaquil, la seconda città del Paese, che dista centinaia di chilometri dall’epicentro, un uomo ha perso la vita per il crollo di un sottopassaggio. Le autorità hanno chiuso l’aeroporto cittadino, così come quello di Manta.
Secondo la Croce Rossa ecuadoriana, sui luoghi del terremoto sono già al lavoro circa 1.200 volontari.
L’Ecuador si trova in un punto del pianeta estremamente attivo dal punto di vista vulcanico e sismico, tra l’Oceano Pacifico e le Ande. Dal 1900 a oggi i terremoti catastrofici sono stati numerosi: nel 1987 morirono più di mille persone. Il terremoto di oggi è stato ancora più potente: è il più forte registrato nel Paese dal 1979.
F.M.R.