La UE dovrebbe prendere l’iniziativa e bloccare i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione. Lo sostiene Christian Kern, il Cancelliere federale austriaco, subentrato lo scorso maggio al dimissionario Werner Faymann.
Sotto accusa le epurazioni e le altre misure prese dal premier turco Recep Tayyip Erdogan dopo il tentativo di golpe dello scorso 15 luglio, del quale Erdogan ha approfittato per colpire in tutti i settori della società i sostenitori del rivale Fethullah Gulen.
In un’intervista trasmessa dalla ORF, la tv pubblica di Vienna, il cancelliere Kern ha definito le trattative “una finzione diplomatica”, e ha annunciato che al prossimo vertice informale dei capi di Stato e di governo UE – in programma il prossimo 16 settembre – porrà ai colleghi la questione di un piano alternativo.
Secondo Kern, l’interruzione delle trattative non dovrebbe avere effetti sul patto fra UE e Turchia in materia di gestione dei flussi di migranti. Prima di tutto, spiega il Cancelliere, anche se i negoziati si fermassero, ad Ankara continuerebbero ad arrivare ingenti investimenti esteri provenienti dall’Unione. Varrebbe lo stesso discorso per i turisti, che non smetterebbero per quello di andare in vacanza in Turchia.
Il piano B dovrebbe consentire all’Europa di non dipendere completamente dalla Turchia per la questione dei profughi. Lo ha detto, in un’intervista allo Spiegel online, il ministro degli Esteri Sebastian Kurz, che invita i partner europei a “non inginocchiarsi ad Ankara”.
F.M.R.