Addio a Silvana Pampanini, incarnazione dell’esuberanza

“Ho avuto più corteggiatori che mal di testa”. Basterebbe forse questa frase a dare un’idea della personalità di Silvana Pampanini, attrice italiana, che si è spenta ieri al Policlinico Gemelli di Roma dove era stata ricoverata d’urgenza per forti dolori addominali alla fine di ottobre.

Nata il 25 settembre 1925, prima di Sophia Loren era lei ad incarnare la bellezza italiana nel mondo. Forse pochi sanno che, prima di Checco Zalone, al cinema con il suo “Quo Vado”, era stata la Pampanini a recitare in “Ok Nerone”, prima parodia del celebre romanzo storico, nonché suo primo successo internazionale. Ciò le permise di recitare in Francia, ma anche nella ex Jugoslavia, Egitto, Argentina e in Messico.

Ma Ninì Pampan, come veniva soprannominata in Francia, è stata anche una delle protagoniste del cinema italiano nei suoi anni migliori, recitando, tra gli altri, accanto ad Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Mastroianni, Nino Manfredi, Peppino De Filippo e Totò. Nel 1964 Dino Risi la volle nel suo “Il gaucho”, nella parte di una diva ormai al tramonto.

Negli anni, la stampa le ha attribuito flirt con rampolli di tutto il mondo, compreso Re Faruq I d’Egitto, ma Silvana ha sempre dichiarato un unico amore, quello per un uomo più grande di lei e mai identificato, morto prematuramente nel 1952.

Ad un intervistatore che di recente l’aveva ricordata perché “aveva le gambe più belle d’Italia” aveva risposto tirando appena su la gonna: “Avevo? Guarda un po’ qui!”.

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