“Potete mettermi in carcere, ma non potete tenermi in carcere. Io faccio una magia. Passo attraverso i muri”. Sono queste le parole con le quali Ahmet Altan termina il suo diario dalle prigioni turche.
“Non rivedrò più il mondo”, ammette Ahmet Altan, uno dei giornalisti e scrittori anti Erdogan, più famosi in Turchia, impegnato attivamente nella lotta per la libertà di stampa e di espressione nel Paese. Lo scrittore turco è un volto già noto alle autorità turche per i numerosi processi, più di 100, che l’hanno visto coinvolto a causa del contenuto politico dei suoi articoli. Arrestato nel 2016 insieme al fratello Mehemet, suo collaboratore, per il suo presunto coinvolgimento nel tentativo di golpe, peraltro fallito, contro Erdogan, è stato condannato all’ inizio di questo anno all’ergastolo, a seguito di un processo definito da molti osservatori, anche internazionali, una vera e propria farsa. Un filo di speranza comunque ancora sopravvive. La pena potrebbe essere rivista in un’udienza d’appello prevista per oggi secondo quanto rivelato dalla giornalista turca Yasemin Congar, compagna dello scrittore, da sempre al suo fianco ed in prima linea nella lotta per la libertà d’opinione. Nel libro, il giornalista racconta con un linguaggio intimo e coinvolgente i giorni più difficili ed amari della propria esistenza trascorsi in un mondo parallelo, ovvero nella sua testa e nella sua coscienza di prigioniero. Empatia e crudeltà caratterizzano la sua permanenza in cella. Nelle pagine scritte a penna, racconta come da un individuo libero ed indipendente nel modo di pensare possa scaturire forza e potere interiore indispensabili per affrontare qualsiasi situazione anche quella più disperata. Non a caso parla di come il potere dell’immaginazione possa assumere una
funzione salvifica.
“Non rivedrò più il mio mondo” dice Ahmet Altan rendendo omaggio alla forza che può venire all’uomo dalla sua creatività. Ora il diario potrebbe arrivare nelle librerie. Ma solo all’estero in quanto in Turchia per questioni di sicurezza nell’ ambito dello stato d’assedio imposto da Erdogan tale pubblicazione non può circolare nel Paese.
E.S.