Alcol, crescono i consumi e diminuiscono gli astemi

aumentano i giovani che bevono alcolici

Rischia di diventare il nemico numero uno dei giovani. L’allarme sul consumo di alcol, in crescita soprattutto tra le ragazze, viene dal ministero della Salute nella Relazione al Parlamento che il ministro della Salute Giulia Grillo ha trasmesso alla fine di aprile alle Camere, con dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Dai nuovi dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi al 2017, contenuti anche nella Relazione al Parlamento del ministro della Salute, mentre sono in calo gli astemi, i consumatori crescono oltre il 65%, specie quelli occasionali – il 45% – e quelli che bevono fuori pasto, il 30 %. Aumentano anche i consumi medi pro-capite: 7,5 litri all’anno che diventano 12 litri se riferiti esclusivamente a chi dichiara di consumare, di cui 16 litri per i maschi, 5,7 per le femmine. Non si arresta neppure la tendenza al bere fino ad ubriacarsi che riguarda il 12% della popolazione maschile e il 3,5 % di quella femminile, con circa 4 milioni di binge drinkers.

La prevalenza dei consumatori a rischio è stata nel 2017 del 23,6% per gli uomini e dell’8,8% per le donne, per un totale di oltre 8.600.000 persone, 6.100.000 maschi e 2.500.000 femmine. L’analisi per classi di età mostra che la fascia di popolazione più a rischio per entrambi i generi è quella dei 16-17enni (47,0% maschi, 34,5% femmine), mentre invece fino al raggiungimento della maggior età, i ragazzi non dovrebbero bere nemmeno un bicchiere di qualunque bevanda alcolica al giorno. Nel loro caso infatti uso vuol dire abuso, perché l’etanolo interferisce con il normale sviluppo cerebrale, in corso fino ai 25 anni. Ai minorenni seguono i i ‘giovani anziani’ tra i 65 e i 75 anni: circa 700.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.

 

 

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