Antico Caffé Greco, sfratto rinviato a gennaio

Antico Caffè Roma: rinviato sfratto a fine gennaio, via vai di sostenitori in via dei Condotti
Si salva alla moviola il Caffè più antico e pregevole della Capitale. Con i suoi 260 anni di una storia certificata dalle frequentazioni di altissimo livello nel campo delle arti – letteratura, pittura, musica – e non solo, il noto locale di via Condotti questa mattina avrebbe dovuto chiudere i battenti, mandando a casa i suoi 40 dipendenti, con una esecuzione forzata  per morosità. L’ufficiale giudiziario si è presentato puntuale, ma per notificare il rinvio del provvedimento a gennaio. Nel frattempo sono attesi, da qui a metà gennaio, ulteriori sviluppi sul ricorso presentato dai gestori e quindi tutto potrebbe accadere in vista di pronunciamenti delle autorità giudiziarie.
Antico Caffè Roma: rinviato sfratto a fine gennaio, via vai di sostenitori in via dei Condotti
A sostegno dell’Antico Caffè Greco si era mossa, nei giorni scorsi, anche l’Ambasciata di Polonia che in una nota aveva espresso “la propria preoccupazione per la possibile chiusura dell’antico Caffè Greco a Roma” e lanciato “un appello affinché venga trovata una soluzione perché questo locale storico, colmo di opere d’arte e memorie comuni legate anche alla cultura polacca, non scompaia dalla mappa della città eterna. Ci rendiamo conto della pressione del mercato e degli inevitabili cambiamenti legati ai trend socio-economici, ma crediamo che esistano valori universali che vanno difesi e che non possono essere sostituiti da benefici materiali e calpestati per ragioni economiche. Non è concepibile che un locale colmo di opere d’arte, luogo di incontro dei più grandi artisti degli ultimi duecento anni, possa scomparire dalla mappa della città a causa dei problemi legati all’affitto del locale”.
Dalle prime ore di questa mattina, intanto, un via vai di persone sta visitando l’Antico Caffè Greco. Numerosi gli esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica che avevano annunciato la loro presenza nella giornata di oggi e che si stanno avvicendando nel locale, insieme ai rappresentati di associazioni di categoria. L’idea del presidio odierno era stata lanciata da Italia Nostra.
A difesa dello storico locale di via dei Condotti è sceso in campo anche il Codacons. L’associazione, che interverrà nei procedimenti aperti in tribunale per chiedere la sospensione dello sfratto, ha presentato oggi una formale diffida al Comune di Roma e alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio, in cui si chiede di intervenire con urgenza per salvare il locale, pena una denuncia per il reato di “danneggiamento di bene culturale”. “Il Caffè Greco è riconosciuto come bene di particolare interesse artistico e storico – spiega il Codacons in una nota – sia per la parte dell’immobile, sia per la parte dei mobili e della licenza di esercizio; sono inoltre sottoposte alla tutela diretta prevista per i beni culturali non solo le mura del Caffè Greco ma, soprattutto, la licenza ed i beni mobili in esso contenuti. Lo stesso Comune di Roma lo definisce “negozio storico” al fine di tutelare “la vocazione merceologica determinatasi storicamente affinché in esso sia mantenuta la medesima tipologia commerciale”. “E’ evidente che la chiusura determinerebbe un danno a un bene culturale protetto, cancellando un pezzo di storia della capitale – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Per tale motivo il Codacons interverrà in ogni sede per difendere il locale, e abbiamo presentato oggi una diffida a Comune e Soprintendenza affinché si attivino per sospendere la procedura di sfratto. In caso contrario sarà inevitabile una denuncia penale per il reato di danneggiamento di cose di interesse storico o artistico, ai sensi dell’art. 635 del codice penale”.
E.R.

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