Auto, incentivi nuovamente disponibili. Stratagemma Opel per salvare posti lavoro

Mercato dell’auto in forte crisi. La chiusura da lockdown ha letteralmente messo in ginocchio tanto quello italiano, quanto quello di tutti gli altri paesi del vecchio Continente. Per salvare il primo, il 1° agosto sono entrati in vigore gli incentivi auto 2020 che sono andati esauriti nel giro di una settimana costringendo il Governo giallorosso a stanziare nuovi fondi: nel Decreto approvato il 14 agosto, erano contenuti 410 milioni di euro per stimolare le vendite di nuove auto. Somma disponibile da oggi, 1° settembre.

Produttori di auto e concessionari dovranno attendere ancora diverso tempo, prima di tornare ai volumi di vendita di fine 2019 e inizio 2020. Secondo le ultime rilevazioni di DealerSTAT, infatti, le vendite di auto nuove e usate continuano a calare nonostante la riapertura degli impianti di produzione e delle concessionarie. I cittadini europei, infatti, nell’immediato periodo post lockdown si sono ritrovati a vivere in un clima di crisi ed incertezza economica senza precedenti (o quasi) e, pertanto, sono davvero pochi quelli che in queste circostanze hanno voglia di impegnarsi ad effettuare un oneroso acquisto come quello di una nuova autovettura. Nel mese di Giugno 2020, in Italiasono state immatricolate 1.131.843 auto, il -24,1% rispetto alle 1.491.465 di Giugno 2019. L’unico Paese a mostrare dati in lieve contro tendenza è la Francia, dove le vendite sono cresciute del +1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In tutti gli altri paesi, il segno meno ha superato di gran lunga il -20%.

In Germania il Ceo della casa automobilistica tedesca Opel, Michael Lohscheller, apre alla proposta del sindacato Ig Metall di garantire posti di lavoro nell’industria automobilistica con quattro giorni di lavoro a settimana. “In linea di principio, siamo aperti a tutte le idee. La settimana di quattro giorni può aiutare ad assicurarsi un lavoro”, ha spiegato Loascheller ai giornali del gruppo mediatico Funke.

Tuttavia, ha aggiunto, per il momento Opel si sta avvalendo dell’orario di lavoro ridotto, in cui lo Stato si assume parte dello stipendio del lavoratore. Ha inoltre rilevato che nel settore è in corso un’ampia trasformazione strutturale. “Quindi prima dobbiamo discutere in dettaglio quali sono gli strumenti più appropriati”.

Secondo Lohscheller, dall’integrazione di Opel nel gruppo francese Psa, l’azienda non solo ha chiaramente ridotto il numero di dipendenti, ma ha anche limitato il numero dei dirigenti. “La scala viene spazzata dall’alto. Abbiamo eliminato interi livelli gerarchici”, ha spiegato. “Invece di più di 20 manager, ora solo nove riferiscono direttamente a me”. Ha aggiunto che in Europa sono stati cambiati anche tutti i manager regionali. Lohscheller ha sottolineato che è l’azienda ben preparata per l’imminente fusione di Psa con Fiat Chrysler, che porterà al quarto più grande produttore di auto al mondo sotto il nome di Stellantis.

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