Camorra, ecco gli affari d’oro in Italia del clan Zazo. Un impero che poteva contare su complicità anche fra le forze dell’ordine. Un patrimonio sterminato quello sequestrato ieri alla famiglia.
Alberghi, cavalli da corsa, yacht, società imprenditoriali con diramazioni anche in Germania, per un valore complessivo di 400 milioni. Fra i beni sottoposti a sequestro dall’Anti-mafia: il Residence Villa Beuca, un villaggio turistico sulla collina ligure di Cogoleto, all’interno di un parco di 11mila mq, con oltre venti villini a ridosso della costa; 18 cavalli da corsa tra i quali alcuni discendenti del famoso purosangue “Varenne”; uno yacht di 23 metri ormeggiato a Porto Santo Stefano.
In Italia sono 41 gli immobili sequestrati, di cui 18 a Roma. Fra questi: il Golden Tulip Bellambriana, albergo a 4 stelle sull’Aurelia; un altro albergo dello stesso tenore, l’Abitart, nei pressi della Piramide; altri 2 alberghi sulla Pontina, il G Hotel e il Joy Hotel; un frequentatissimo locale notturno, il Moods, a corso Vittorio Emanuele, in pieno centro storico a Roma. Chiuse 20 attività fra società operanti nei settori immobiliario e finanziario, ristoranti, sale gioco e scommesse. Scoperta anche un’importazione illegale dalla Germania di auto di grossa cilindrata. Ventinove le persone finora arrestate, “fortemente indiziate” di appartenenza al clan. I soldi erano, ovviamente, ricavati dai proventi di traffico di stupefacenti, truffe ed estorsioni. Ma nell’inchiesta, si apprende oggi, sono finiti anche appartenenti alle forze dell’ordine.
Dal carcere di Tolmezzo, il boss Stefano Zazo, “reggente” della famiglia camorristica dopo la morte del padre Michele ‘o pazzo’, poteva tranquillamente dare ordini ai suoi grazie a un cellulare e una scheda Sim. Che si presume fornita da un’infermiera in servizio nel carcere. Sul libro paga del clan ci sarebbero anche diversi poliziotti e perfino dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.