Esplosione a Roma in un residence di immigrati

A Roma incendio in residence di immigrati. Un morto e 3 feriti

E’ successo questa notte al quartiere Monte Mario, in un residence di 6 piani in via Pieve di Cadore n. 25, a poche centinaia di metri da via della Camilluccia. incendio-romaUn residence abitato in prevalenza da extracomunitari, dove a causa di un improvviso incendio un uomo, non ancora identificato, è morto carbonizzato e altre tre persone sono rimaste ferite. Le due più gravi sono state subito portate in ambulanza al Policlinico Gemelli. Contuso anche un agente di polizia che partecipava ai soccorsi.

Il dramma sarebbe stato causato dall’esplosione di una bombola del gas, ma la polizia accorsa sul posto alle 5 del mattino sta ancora indagando. I vigili del fuoco hanno dichiarato inagibili il primo e il secondo piano dello stabile. Il residence di via Pieve di Cadore è già stato teatro in passato di un dramma simile. Nel 2001 l’esplosione di una bombola uccise due persone: un uomo e una donna. La struttura, alta sei piani, è formata da mini-appartamenti che danno su ballatoi in comune.

Fin qui il fatto di cronaca. Ma quanto successo ripropone all’attenzione le decine, forse centinaia di residence per stranieri sorti come funghi negli ultimi tempi a Roma. Alla Collina Fleming, lungo la Cassia, a Ostia, ovunque. Tutto nasce dal dramma della casa, che costringe le fasce sociali più deboli a vivere in condizioni disumane, ammassati come sardine in stanzette grandi come loculi, che i proprietari chiamano mini-appartamenti.

Ma un mini-appartamento è dotato di finestre, servizi igienici, luce, acqua, gas. Questi, invece, nella maggior parte dei casi, no. Per capire meglio, basta leggere il verbale del 28 settembre 2009 redatto dalla Asl RmE, “oggetto l’edificio B del residence di via Mastrigli 15/C”. La via si trova a Tomba di Nerone, sulla Cassia. Dagli accertamenti della Polizia municipale, citiamo il verbale, risulta che nell’edificio “sono stati realizzati alcuni piani completamente abusivi, …. è stata effettuata la trasformazione d’uso di cantine in squallidi tuguri, molti dei quali abitati da extracomunitari…..I suddetti locali risultano affittati da 430 a 660 euro mensile per alloggio” e per far fronte alla richiesta “gli occupanti, prevalentemente filippini e sudamericani, dividono le spese, pertanto i locali sono sovraffollati”.

Un caso limite: all’interno 66 vivevano in quattro (3 adulti e 1 minore) in 13,50 metri quadri. Situazioni simili probabilmente si ripetono da un capo all’altro della città, nell’anonimato dei quartieri-dormitorio. In cantine con fili elettrici volanti, bombole del gas, stufette del riscaldamento accese, e magari infiltrazioni d’acqua. Una vera bomba a orologeria.

 

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