I giovani italiani non vedono un futuro e scappano all’estero. Questa la fotografia del nostro Paese secondo Rapporto Giovani 2015, l’indagine nazionale promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica sui grandi Paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna).
Dai dati della ricerca fatta su un campione di 100 giovani tra i 12 e 32 anni all’interno di ciascuna nazione, gli italiani sono i più pessimisti circa le condizione lavorative future. Leggermente più ottimisti anche se più o meno nella stessa situazione, gli spagnoli.
“Per i giovani, l’Italia presenta la combinazione peggiore tra condizioni attuali e aspettative verso il futuro”, afferma Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano:
I giovani italiani sembrano una generazione smarrita, nel senso di chi sta cercando la propria strada e fa fatica a trovarla nel proprio paese. Il rischio è che diventino una generazione dispersa, non solo in senso geografico, ma nell’accezione di energia non usata in modo efficiente per produrre cambiamento e sviluppo e, alla fine, una generazione sprecata”.
Il 45% italiani è convinto che andarsene dall’Italia sia una necessità per trovare lavoro, tanto che oltre il 60 % è disposto a fare le valigie e a trasferirsi all’estero. Nella scelta dei giovani italiani ciò che pesa sul piatto della bilancia è la sfiducia non solo nella mancanza di opportunità nel nostro Paese: il 71,6% dichiara infatti di non avere “nulla” o “poca” fiducia nella possibilità che da qui a tre anni le opportunità per i giovani nel proprio paese d’origine saranno migliori di oggi.
Più ottimisti gli spagnoli che dichiarano di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nel futuro (34%). Il 64% dei giovani tedeschi non vedono molti margini di miglioramento ma probabilmente perchè considerano la situazione della Germania, con tassi di disoccupazione giovanile tendenzialmente bassi, se non ottimale almeno soddisfacente. Le mete preferite per la “fuga” sono U.S.A. (17,5%), il Regno Unito (14%), la Germania (12,2), la Francia (3,5%) e la Spagna (1,5%).
Per Rosina, “mettere i giovani nelle condizioni di immaginare un futuro diverso è la principale operazione che il sistema paese deve fare se non vuole perdere un’intera generazione”.