Last minute all’Opera di Roma: Verdi sostituito con Dvorak

Forse la “Rusalka” di Antonin Dvorak, opera in tre atti rimediata last minute per sostituire l’Aida che doveva dirigere il maestro Riccardo Muti, per aprire la stagione operistica a Roma al mitico Costanzi non sarà da considerare come “la Corazzata Potemkin”.

 E sicuramente il direttore che sostituirà Muti non scambierà le pizze tra il primo e il secondo tempo (atto) come succedeva a Fantozzi quando andava al cinema aziendale.

Certo però che gli abbonati al teatro lirico di Roma potrebbero non apprezzare la lettera firmata da Fuortes che in questi giorni è stata loro recapitata a una settimana dall’inaugurazione della stagione.

Difficile credere nella tradizionale presenza di Giorgio Napolitano e di grandi autorità con queste premesse minimali. Senza nulla togliere a Dvorak.

Solo che sinora si era capito che non ci sarebbe stata l’Aida diretta da Muti. Ma magari da qualcun altro sì. Ora invece è chiaro che cambia un’opera, e che opera, in cartellone come se si trattasse di un paio di calzini.

 Non ci sarà l’Aida punto. Se vi sta bene vi vedete la “Rusalka”, sennò ve ne starete a casa.

Dopo avere chiesto per il 2014 i soldi del rinnovo abbonamenti sin da luglio, dopo avere fatto subire un balletto indecoroso in cui gli utenti sono stati trattati da dementi ecco quindi la ciliegina finale. Muti, i 350 amministrativi, i 192 orchestrali, il balletto dei licenziamenti e dei non licenziamenti. E adesso che sono tutti d’accordo: pronti via, beccateve la “Rusalka”.

Non la conoscete tanto bene? Magari è un genere difficile (tipo Corazzata Potemkin, per l’appunto)?

Se non vi piace questa minestra..

Tra i tanti litiganti intorno agli enti lirici, il melomane perde spesso tutto. E se un abbonato ha sempre un posto in prima fila non ci si stupisca che presto o tardi possa usarlo per tirare ortaggi sul palcoscenico.

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