Le Coop finanziavano Ignazio Marino

di Dimitri Buffa

E’ durato poco il gongolamento mediatico del sindaco Ignazio Marino per il coinvolgimento di quasi tutto il Pd di Roma nello sporco affare tirato fuori dall’inchiesta “Terra di mezzo”. Se è vero che tutti i suoi “nemici” interni sono adesso commissariati da Matteo Renzi per il tramite di Matteo Orfini, è anche vero che pure la sua campagna elettorale si è avvalsa di ben due finanziamenti da parte della cooperativa 29 giugno, come ha rivelato oggi “Repubblica” in un pezzo a pagina 4 in taglio basso. E quindi non “nascosto”. Anche se il rilievo del richiamo in prima è stato risparmiato al sindaco in questione.

In compenso in prima c’è l’attacco del pezzo di Francesco Merlo, “Paura in Campidoglio – Ora tocca a me”, che descrive l’atmosfera di paranoia fantozziana che non sembra risparmiare nessuno. Il dato di fatto è che la cooperativa di Buzzi faceva da anni, prima della giunta Alemanno , il bello e il cattivo tempo in termini di appalti nella capitale. E ora che si scopre che nelle intercettazioni gli uomini di Carminati avevano avvicinato ( o intenzione di farlo) anche il vicesindaco di Sel.

Le alternative per il governo per risolvere il caso Roma senza rimetterci la faccia sembrano poche se non una sola: il commissariamento. E, non a caso, proprio oggi questa ipotesi prendeva quota anche nelle dichiarazioni del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Che ha dichiarato all’Ansa di “stare leggendo le carte”. E quando un prefetto risponde così alle domande di un cronista di un’agenzia questo ha un solo significato: il capolinea è vicino.

E una storiaccia che è cominciata proprio con le assunzioni clientelari all’azienda dei trasporti romana (Atac) e proseguita con i fattacci dell’Ama e con quanto stiamo leggendo in questi giorni non può che finire in un triste capolinea di periferia che potrebbe essere la prima volta della capitale d’Italia commissariata per mafia.

ULTIMI ARTICOLI