Lunedì nero delle tasse, previsione di gettito per oltre 50 miliardi

Al limite del prevedibile, nel giorno di scadenza dei pagamenti della prima rata di Imu e Tasi, si registrano “code interminabili dinanzi agli sportelli abilitati a ricevere i versamenti delle due imposte comunali sulla casa”.

Lo rende noto il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani che spiega come “la situazione – a causa delle mille incertezze che hanno caratterizzato in particolare le vicende della Tasi – è insostenibile”. Anzi, ci sarebbe anche “qualche cittadino che chiede come e quando si debba pagare la Iuc, incolpevolmente ignaro del fatto che si tratta solo di una sigla vuota”.

Secondo i rappresentanti della proprietà il rischio concreto è che molti cittadini “non riescano entro oggi ad effettuare il versamento. Alla luce di questa gravissima situazione, è indispensabile che i Comuni riuniscano d’urgenza le proprie Giunte per deliberare – per lo meno nei circa 2.200 centri in cui è dovuto entro oggi l’acconto della Tasi – il rinvio del termine di versamento, così da rassicurare i contribuenti sul fatto che non saranno soggetti a sanzioni”.

Parla di “giornata da bollino nero”, invece, la Cgia di Mestre. L?ufficio studi della associazione stima che le famiglie e le imprese saranno chiamate a versare quasi 54,5 miliardi di euro tra imposte, tasse e tributi.

“Il numero delle scadenze fiscali che i contribuenti sono chiamati a pagare  è da far tremare i polsi – spiega Giuseppe Bortolussi – Se sulle abitazioni ad uso residenziale e sugli immobili strumentali farà il suo esordio la Tasi, almeno per quei Comuni che hanno deliberato l’aliquota entro lo scorso mese di maggio, sulle  seconde e terze case e su negozi e capannoni bisognerà pagare anche l’Imu, mentre le imprese dovranno versare l’Irpef, le addizionali Irpef, l’Ires, l’Irap, l’Iva e tutta una serie di altre imposte minori”.

Sempre stando ai numeri dell’associazione, l’imposta più onerosa sara’ l’Ires, ovvero l’imposta sui redditi pagata dalle societa’ di capitali: il gettito dovrebbe attestarsi intorno ai 14,7 miliardi di euro.

Il gettito dell’Imu e della Tasi invece dovrebbe essere di circa 10,8 miliardi di euro mentre le ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori versate dai datori di lavoro dovrebbe aggirarsi attorno ai 9,7 miliardi di euro.

E mentre il centrodestra lamenta che gli italiani “non hanno fatto in tempo a spendere” gli 80 euro del contestato bonus Renzi visto che “dovranno restituirli allo Stato sotto forma di tasse”, come puntualizzato da Mariastella Gelmini, da Gambellara proprio il premier si è impegnato a portare in Consiglio dei Ministri il primo pacchetto di semplificazione fiscale già venerdì prossimo.

“Sulla Tasi ci ho capito poco anche io – ha affermato Renzi – Oggi in Italia sembra che si faccia di tutto per rendere complicato pagare le tasse” e che tutto sia finalizzato “a rendere il pagamento delle tasse un incubo. Non dico che abbasso le tasse ma da qui a un anno cerchiamo di rendere il tutto più semplice”.

Renzi ha parlato dell’esigenza di attuare un “rovesciamento culturale” per il quale “il cittadino non è un evasore, ma lo Stato deve rendere tutto più semplice per evitare di fare errori banali che spesso ingolfano tutto. Poi, una volta fatta chiarezza ed essendoci la certezza del diritto – ha concluso – allora il cittadino non può più fare il furbo”.

Sta di fatto che in uno dei giorni neri per le tasse , a dare il colpo di grazia è stato l’Eurostat, che ha posizionato l’Italia al sesto posto nella classifica Ue per l’imposizione fiscale.

Tra il 2011 e il 2012 il nostro Paese ha infatti fatto registrare il maggior aumento della tassazione rispetto al Pil: dal 42,4% al 44%. Tra i paesi con il fisco più alto rientrano Danimarca (48,1%), Belgio (45,4%), Francia (45,0%), Svezia (44,2%) e Finlandia (44,1%). Dall’altra parte della classifica Lituania (27,2%), Bulgaria e Lettonia (entrambi 27,9%), Romania e Slovacchia (entrambe 28,3%) e Irlanda (28,7%).

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