Nomadi: tra finti poveri e soldi veri, a Roma una situazione kafkiana

Situazione nomadi a Roma: finti poveri mantenuti dal Comune. Su venti di questi 'indigenti', meglio, sul loro tesoretto, mette le mani la Guardia di Finanza.

Nomadi, situazione kafkiana a Roma fra finti poveri e soldi veri sperperati dal Comune. 

campo-romQualche giorno fa la Guardia di Finanza ha messo le mani sul “tesoro” degli zingari: 2 milioni di euro, fra  contanti e gioielli, sequestrati a 20 nomadi. Ufficialmente risultavano poveri in canna, tanto da usufruire di alloggio e utenze (luce, acqua, gas) pagate dal Comune di Roma. L’Ama li aveva perfino esentati dall’imposta sui rifiuti, vista la loro estrema indigenza. C’era chi ufficialmente raccoglieva stracci, la maggior parte non aveva lavoro. Le indagini hanno accertato, al contrario, che i 20 nomadi guidavano auto di lusso, portavano addosso bracciali e anelli d’oro. Alcuni avevano fatto investimenti in Borsa, comprato azioni.
Un tenore di vita decisamente sproporzionato per chi al Fisco dichiarava zero. Così ieri si è abbattuta la mannaia: soldi e gioielli, per ordine del Tribunale, sono stati confiscati ai 20, anche in virtù, si legge in una nota,  “della loro conclamata pericolosità sociale, trattandosi di pregiudicati responsabili di furto, ricettazione, rapina, detenzione abusiva di armi”.
Le indagini hanno accertato che nei campi nomadi girano auto di lusso: Ferrari, Bmw, Mercedes. E proprio per questi campi,  al contrario, il Comune di Roma spende ingenti risorse, per di più  senza l’ombra di controlli. La denuncia non arriva dal centro destra, ma da Sinistra Ecologia Libertà.
Oggi abbiamo effettuato un sopralluogo – si legge in una nota del 16 gennaio del capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola – nei villaggi di Candoni e Castel Romano per documentare i gravi sprechi di risorse pubbliche relativi al servizio di vigilanza e guardania e alle condizioni di vita. Come abbiamo constatato, non sussiste nessun controllo all’ingresso e all’uscita dei villaggi. Appare evidente lo sperpero di risorse, questo servizio di guardiania rappresenta un’ingente spesa per l’amministrazione, del tutto sproporzionata e inutile.
Oltre agli sprechi, il degrado.
Il villaggio di Candoni era stato pensato per 500 persone, – accusa Sel – invece ne ospita  1.300. A Castel Romano, dopo i trasferimenti da  Martora e Tor de’ Cenci, al momento risultano 1.500 persone. A Castel Romano poi da 4 anni e’ stata soppressa la fermata Cotral, il campo non è collegato a Roma.
Degrado, sprechi,  assenza di controlli. E se lo dice Sel, che in Campidoglio è un pezzo importante della maggioranza…..  Peccato che Ignazio Marino continui a sottovalutare l’emergenza  rom. Giorni fa abbiamo segnalato il ritorno degli zingari a via Baiardo, il campo dove  trovò la morte Giovanna Reggiani. In tutta Roma i nomadi affollano i posti dove girano soldi contanti: la biglietteria di Termini. gli uffici postali, i centri commerciali.  Che altro dovrà succedere?

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