Osho: “Vedi de fa’ poco lo spiritoso”

“Qua sò più i sordi che spennemo pe i consulenti che quelli che c’entrano col recovery”.

Eh sì, perché la maxi task-force che Giuseppe Conte vorrebbe mettere in piedi per gestire progetti e fondi del recovery fund dovrebbe assoldare un esercito di 300 tecnici che dovranno fare riferimento al triunvirato Conte-Gualtieri-Patuanelli.

Altri consulenti, dunque, che aumentano la schiera di quelli reclutati per le varie commissioni, comitati e task force, 15 in tutto, via via costituire per dare una mano al governo giallo rosso in questi 14 mesi dalla sua costituzione. Ad aprire la danza dei numeri i tecnici del Cts guidato da Arcuri, poi le altre 14 commissioni fanno lievitare il totale degli ‘esperti’ a 450. L’ultima (commissione) è ancora da sommare alle precedenti, ma il conto è presto fatto se la nuova squadra il premier Conte la vuole composta da 1 dg, 6 manager ed altre figure accessorie, fino a raggiungere la vorticosa cifra di 300 incaricati (sic!) che, sommati ai 450 di cui sopra, innalzerebbero il totale a 750.

Se aspre critiche sono arrivate da Iv, Calenda e tutto il centro destra, la vignetta di Osho quotidianamente ospitata da un vecchio quotidiano romano non manca oggi di mettere in risalto gli aspetti più preoccupanti di questa nuova manovra integrativa: i soldi spesi per i consulenti rischiano di essere più di quelli che entreranno nelle casse dello Stato come risposta dell’Europa all’emergenza causata dalla pandemia da Covid-19.

Federico Palmaroli, alias Osho, è da oggi in libreria con il suo nuovo libro ‘Vedi de fa’ poco lo spiritoso. Il meglio (e il peggio) di un anno italiano’ (Rizzoli, pp. 168. Attraverso le sue ormai celebri vignette ripercorre le vicende che hanno animato, nel bene e nel male, l’ultimo periodo storico del nostro Paese e non solo.

E’ stato “un anno monotematico”, fa notare l’autore, fatto sta però che, complice sicuramente il pathos degli italiani incollati a social e tv su ogni notizia a tema covid, le vignette sull’argomento hanno ‘sbancato’, raggiungendo numeri impressionanti a livello di visibilità e di apprezzamento sui social.

“Quando ci sono i provvedimenti sulle chiusure, sugli orari, su misure che riguardano la propria libertà personale, beh cimentarsi su quello è un modo per vincere a mani basse -obietta Palmaroli- La vera difficoltà del fare satira politica è farla quando non c’è granché su cui parlare”. Tra le notizie che hanno avuto più appeal “sicuramente le vignette sulle ‘dirette’ di Conte sono state tra le più gettonate, un po’ dramma, un po’ farsa”, rivela l’autore.

Ma anche la questione dei ristoranti, delle chiusure, dei limiti delle persone a tavola è stato un ottimo argomento perché Palmaroli-Osho potesse dare il meglio di sé. Prova ne è “la vignetta della stagione, quella che ha ‘vinto tutto'”, dice l’autore: ritrae un cliente che entra in una pasticceria. “Volevo un vassoio di pasticcini”, dice l’uomo alla commessa. “Per quante persone?”, chiede lei, mentre dietro al bancone si vedono dei poliziotti in tenuta antisommossa, pronti ad intervenire se il cliente dovesse proferire un numero superiore a ‘sei’. Insomma, il lockdown sembra aver scatenato ancor di più la creatività di Federico, pur se anche per lui non sempre è stato facile. “Il primo lockdown all’inizio l’abbiamo vissuto tutti come una novità, anche nella drammaticità. Ti ritrovi in una situazione mai vissuta prima, ed è ovvio che viene fuori la creatività. Poi dopo un po’ a me personalmente ha pesato. Questo è un problema per chi deve far ridere, quando magari hai dentro la morte“.

Ma come diceva Aldo Palazzeschi nel suo testo ‘Controdolore’

bisogna entrare nel tunnel del dolore per uscire nella luce della risata.

“E questo, almeno per quanto mi riguarda, è vero – confessa Osho – maggiore è il grado di dolore che tu hai attraversato nella vita, più è facile che l’esplosione sia verso la risata”.

E aggiungiamo l’ultimo tweet di Osho, anche questo come la battuta sulle moltitudini di tecnici e super-tecnici non la troverete sul libro uscito oggi:

“Governo: #capodanno si festeggia alle 22. Un giorno diremo: “Quando c’era #Conte i trenini arrivavano in anticipo” #coprifuoco
I provvedimenti che riguardano i festeggiamenti del natale e del Capodanno sono ancora allo studio, ma l’ironia sarcastica non piò farsi attendere.
Elisa Rocca

 

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