Star Wars, tra fantascienza e pop art

C’è ancora ‘spazio’ per il mito nell’era della moltiplicazione dei media? Oggi che siamo costantemente sollecitati dagli effetti speciali laddove la pubblicità ci spiega che equivalgono a fantascienza, possiamo ancora meravigliarci?

A queste domande tenta di dare una risposta la 3° edizione di Radar-Esploratori dell’immaginario, evento interdisciplinare ideato da Pier Luigi Manieri per la Biblioteca Marconi, a Roma, che vanta un diffuso riconoscimento sia da parte della stampa che del pubblico. Declinato attraverso mostre espositive, incontri letterari, reading, proiezioni e spettacoli dal vivo, in concomitanza con l’uscita del 7° episodio di Guerre Stellari, Il Risveglio della Forza, la manifestazione focalizza il tema intorno alla fantascienza con un’attenzione particolare al fenomeno quasi quarantennale della saga di George Lucas, protagonista di Le Guerre Stellari e altre avventure fantastiche, esposizione di gadget, memorabilia e pezzi rari a cura di Barbara Martusciello, critica e storica dell’arte.

Sono presenti le opere di alcuni dei maggiori esponenti della pop art italiana come Giampaolo Atzeni e Fernando Di Nucci, Lucio Fabale, Daniele Carnovale, i fotografi Guido Laudani, Daniele Contavalli e Michelangelo Arizzi e il fotografo e scultore Paolo Torella. Le loro sperimentazioni trasfigurano la saga attraverso linguaggi visivi paralleli a quello cinematografico. E’ una esposizione dove con rispetto ma con un tocco d’irriverente, trasfigurante e iconoclastica ironia si collocano i lavori di Arizzi e Atzeni su Darth Fener, il cavaliere oscuro di Guerre Stellari. In particolare Atzeni, sulla scia delle sue celebri Pin-Up, rende Pop l’iconica principessa Leia Organa, tenuta prigioniera da Jabba the Hutt. Le suggestioni sono infinite: il Caccia “Ala T” che, colpito, perde inesorabilmente quota in una scia di fumo, l’eroe Qui-Gon Jinn che “Duell-a” con Darth Maul, suo doppio speculare e malvagio, la “Fuga” del Millenium Falcon, inseguito dall’Impero e nascostosi nello stomaco di un enorme mostro-asteroide, il Caccia “Ala X” che, sulla rotta che porta a Zaxxon, rimanda all’estetica del videogioco.

Allargando l’orizzonte, la mostra raccoglie una ricca sintesi dell’immaginario fantascientifico, da un dipinto a tempera di Karel Thole all’universo parallelo del manga giapponese nei suoi filoni robotico e spaziale a Buck Rogers presente col n.169 dell’edizione americana del 1935 con illustrazione Pop Up di Dick Calkins e un disegno a mano libera originale di Moebius. La fenomenologia di Guerre Stellari, debitrice di plot e stilemi che nella mostra si sublimano, è indagata da ogni angolazione anche nel volume “Effetti Collaterali – la fantascienza tra letteratura, cinema e TV” (Elara).

La Biblioteca Guglielmo Marconi, sede ideale per eventi a forte vocazione divulgativa, sensibile all’eterogeneità e all’evoluzione dei linguaggi e dei fenomeni culturali, con Radar cerca di spingersi oltre per volare verso “mondi lontanissimi” e arrivare “là dove nessuno è mai giunto prima”.

Erika Eramo

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